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iStock Rejection: quando il problema è la luce

iStock_rejection_lighting_header

Qualche settimana fa avevamo cominciato a parlare di rejection su iStock. Avevamo accennato a come affrontarle per ottenere l’unico risultato che conta, ovvero farsi approvare le foto.

Il primo post è stato introduttivo e generico per spiegare come sarebbe il caso di affrontare le spiacevoli email che che ci invitano a migliorare la foto. Da oggi cominciamo a vedere in dettaglio le rejection standard.

Cominciamo con uno dei rifiuti più comuni, quello la cui email inizia così:

Virgolette_openWe found the overall composition of this file’s lighting could be improvedVirgolette_closed


Affrontare le rejection su iStock

Rejection

A meno che tu non sia un cyborg del microstock ti sarà capitato di ricevere rejection, ovvero quelle spiacevoli mail che ricevi dopo che la foto è stata valutata dagli Inspector e che su iStock inizia più o meno così:

We regret to inform you that we cannot accept your submission, entitled Bla bla (link all’anteprima della foto) for addition to the iStockphoto library for the following reasons

A cui seguono una o più ragioni che a chi le vede per la prima volta possono non essere chiarissime. Guardiamo insieme questo tipo di mail per capire cosa e dove guardare per farci approvare la foto in questione.


C’era una volta iStock e un bel giorno incontrò Google…

Google-istock-banner

Stavo pensando all’accordo tra iStockphoto e Google Docs e la conseguente protesta. Continuo ad arrovellarmi sul perchè di un accordo così palesemente poco vantaggioso per iStock.

Sui vari siti dedicati al microstock fioriscono le teorie più improbabili e macchiavelliche. Il management di iStock sembra trincerarsi dietro un ottuso silenzio, rotto solo per ribadire i termini dell’accordo, peraltro arcinoti. Dunque anche io ho cominciato a fantasticare. 


Conviene diventare Esclusivo su iStock?

istockphoto-exclusive-crown

Sono 3 mesi che ho in programma di parlare dell’esclusività su iStock e sono tre mesi che cambiano le circostanze, continuo a cambiare idee e continuano ad accadere cose che per una ragione o per l’altra mi fanno pensare che non sia il momento adatto per parlarne e che quello che ho già scritto non sia più appropriato.

Avevo coinvolto in questa riflessione anche altre persone che con entusiasmo e cortesia avevano risposto ad un po’ di domande per cercare di aiutare chi era indeciso a prendere una decisione ragionata. Avevo pronte due interviste di pareri contrapposti ma motivati, purtroppo parlando con gli intervistati qualche giorno fa abbiamo convenuto che quanto detto a settembre non è più attuale e che quindi non avrebbe senso pubblicarlo.

Vorrei comunque parlare della questione, esponendo il mio punto di vista


Just in time: è anche una questione di tempo

La stagionalità di un qualsiasi prodotto è sotto gli occhi di tutti. Nelle vetrine dei negozi di abbigliamento, sui banchi del mercato rionale e anche sulle agenzie di microstock. In inverno si venderanno maggiormente foto a tema invernale, vice versa in estate la faranno da padrone il mare e altri stereotipi estivi. Se gli algoritmi che determinano cosa mostrare ai clienti prendono in considerazione oltre alle keyword usate per descriverne il contenuto, l’età delle foto (e siamo certi che lo fanno) allora diventa lampante che caricare foto di sciatori a luglio forse non è una buona idea.


 
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