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Un giretto al Lago del Moncenisio

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Era un po’ di tempo che non riuscivo ad andare a fare una passeggiata in montagna ma sabato scorso preso da un piccolo raptus mi sono messo in macchina nel pomeriggio per andare a fare due foto al lago del Moncenisio. Niente di organizzato, una semplice gita di qualche ora, da solo, in montagna, giusto per non perdere l’abitudine. L’unica cosa che avrei voluto fare era vedere le bolle d’aria imprigionate nel ghiaccio che avevo visto nelle splendide foto di Marco Barone. Sapevo che il lunedì appena passato aveva buttato giù qualche centimetro di neve fresca ma confidavo nel fatto che sul colle tira spesso vento forte, un po’ come su tutti i valichi alpini, e magari poteva aver spazzato il nuovo accumulo.


Anche Instagram mi ruba le foto?

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Anche Instagram come altri social network ha aggiornato i propri termini di utilizzo includendo ampi diritti sulle foto. Tra i più odiosi ed eclatanti c’è quello relativo alla cessione verso terzi dei diritti e quello per cui non riceverai nessun compenso per la vendita. In linea teorica possono farlo. se continui a caricare le foto dei tuoi piedi un giorno potrebbero essere usate dalla Timberland per una loro pubblicità e tu non vedrai un penny. In linea teorica. Più di un anno fa fece lo stesso Facebook (proprietaria di Instagram) eppure non mi pare che attualmente Facebook sia entrato anche nel mercato della vendita di immagini. O sono molto lenti a mettere in piedi i loro diabolici piani o forse non è quello a cui miravano con l’aggiornamento delle policy.


Google+ e Facebook mi stanno rubando le foto?

Social networkQualche giorno fa, Google ha lanciato un nuovo social network: Google+ (o Google Plus). Non so se avrà fortuna, se è meglio di Facebook o di Twitter e non è questo di cui voglio parlare, ma diversi blogger hanno scritto post indignati perchè i termini di utilizzo contengono clausole che trasferiscono a Google+ un’ampia libertà di utilizzo, compreso quello a scopi commerciali.

Le stesse clausole le ha Facebook e molti altri servizi online (ad esempio TwitPic o Flickr). Chi permette di caricare foto si è tutelato riservandosi di usare le foto caricate praticamente per qualsiasi utilizzo. 

Prendendo spunto dalle discussioni a metà tra l’indignato e l’inferocito mi sono chiesto: ma queste clausole sono veramente un problema? Corro qualche rischio a pubblicare delle foto online?


Filtri ND ed esposizioni multiple

Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dall’uso dei filtri ND in montagna questa volta ho voluto ripetere l’esperimento in città sfruttando l’effetto motion-blur dato dalle persone che passeggiano per la strada. Siccome volevo fotografare in luce diurna l’uso dei filtri ND sarebbe stato fondamentale. L’idea in realtà non è mia, ma nasce dal progetto City of Shadows di Alexey Titarenko. Vidi alcune sue foto in un servizio apparso su Repubblica e subito mi incuriosì l’effetto estremamente drammatico che il motion-blur in bianco e nero donava a quelle foto. In particolare mi colpì il contrasto tra lo sfondo nitido e la massa scura ed evanescente dalla quale appaiono arti di persone non riconoscibili. Mi parve di assistere ad una scena della Divina Commedia in cui i dannati mestamente camminano verso la loro condanna.


La gita in montagna e i filtri Cokin Z-Pro

La scorsa domenica sono andato con la famiglia e una coppia di amici a fare una gita in Val Pellice. Da Pinerolo abbiamo imboccato la val Pellice in direzione Bobbio Pellice fino alla deviazione per la conca dei Carbonieri da cui siamo saliti in auto fino al rifugio Barbara Lowrie.

La giornata era stupenda: tanto sole, aria fresca, temperatura mite e pochissima umidità. Il seeing era abbastanza buono alla mattina, si potevano vedere chiaramente anche le cime più lontane. Ovviamente è peggiorato durante la giornata pur rimanendo però ad un livello accettabile.

Siamo arrivati al rifugio intorno alle 11, troppo tardi e quindi le condizioni di luce non erano certo ideali, inoltre siamo rimasti poco, giusto il tempo di qualche breve passeggiata con Edo e di fare pranzo; alle 16 siamo partiti per tornare a valle. Come sempre mi sono munito di tutti i miei ammennicoli fotografici (il mio zaino pesa sempre di più) e anche se la giornata non era dedicata al mio hobby, grazie alla preziosa collaborazione di moglie e amici, sono riuscito a ritagliarmi un’oretta abbondante durante la quale ho potuto giocare con i filtri Z-Pro della Cokin che avevo acquistato a giugno e con i quali ho potuto sperimentare davvero poco.


 
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