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Come usare i DNG per mettere a dieta l’archivio

Da quando ho comprato la Nikon D800E la dimensione del mio archivio ha cominciato a lievitare in maniera abbastanza rapida. L’avevo messo in conto per le foto di lavoro, ma avevo sottostimato la quantità di foto ricordo.  Quelle che si fanno con la reflex e che non sono esattamente dei capolavori ma semplicemente delle istantanee per fissare un ricordo. Parlo della maggior parte delle foto delle vacanze, quelle del compleanno di mia moglie o della recita di mio figlio. Sono splendidi ricordi ma a 36 megapixel sono ingombranti.

Lo spazio su disco costa poco ma la difficoltà di gestire diverse copie di backup e moli di dati importanti è comunque un problema. Una buona possibile soluzione è arrivata con Lightroom 4 in quanto ha portato con se le nuove specifiche per il Digital Negative di Adobe (DNG) che introducono il formato lossy (e un’altra cosetta interessante) di cui mi sono occupato nei due post precedenti.


Passo al Full-Frame: ne vale veramente la pena?

Il mercato delle reflex, e non solo, si sta evolvendo sempre più verso sensori full frame. Una dimostrazione abbastanza chiara di questa tendenza l’abbiamo avuta durante l’ultima edizione della fiera Photokina di Colonia di cui abbiamo parlato nel SaggioPodcast numero 2.

Ma cosa vuol dire formato pieno e che vantaggio può dare ad un fotografo? Ha davvero senso acquistare una macchina full frame? E vale per tutti la stessa risposta oppure è meglio fare dei distinguo? Parliamone.


La Nikon D800E non è per tutti

Dopo aver provato la Nikon D800E per un paio di settimane le prime impressioni sono sedimentate un po’ e le idee si sono chiarite. Non ho ancora avuto modo di provala con i paesaggi, il tipo di fotografia per cui è stata pensata ma siccome, da quel poco che ho potuto sperimentare, in quelle condizioni è semplicemente sublime, ho continuato a metterla alla prova in ambienti ad essa meno congeniali.

Il mio entusiasmo per questa macchina non è calato. Sono sempre più convinto che la D800 sia una macchina fotografica a dir poco eccezionale ma la versione E, senza filtro anti-aliasing, è estremamente vocata alla fotografia paesaggistica e naturalistica e poco ha da aggiungere, se non qualche grattacapo, ai fotografi che si devono cimentare anche con altri tipi di fotografie.


Nikon D800E: prime impressioni

Ho ordinato la Nikon D800E un po’ di tempo fa e venerdì scorso sono andato a ritirarla. Attendevo da tempo la sostituzione della D700 e dopo tsunami, alluvioni e attese varie la Nikon ha tirato fuori dal cappello una macchina a dir poco eccezionale facendosi decisamente perdonare per i mille ritardi.

Il sensore da 36MP e lo speciale filtro anti-aliasing della D800E la rendono una macchina veramente particolare. Dopo un weekend in cui l’ho usata in diverse condizioni, voglio raccontare le mie impressioni dando un’impressione personale sui suoi punti forti ma anche sulle sue debolezze. Perchè non esistono rose senza spine e la D800E non fa eccezione.


Nikon D800E: di anti-aliasing e moirè

Ok è stata presentata la D800 ma la Nikon ha voluto esagerare. Non sto parlando dei megapixel ma delle due versioni con cui la D800 è stata presentata. La D800E è una versione modificata che, privata del filtro anti-aliasing promette una maggiore nitidezza. Se per adesso l’attenzione è tutta centrata sulle dimensioni del sensore e sulla qualità delle immagini ad alti ISO, presto si sposterà su quale delle due versioni scegliere.

Da futuro probabilissimo acquirente ho fatto diverse ricerche per capire quale modello sia meglio per me, anche perchè in ballo ci sono circa 300 $ di differenza.


 
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