Una stella in Val Varaita

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Ci sono luoghi in cui non appena vi metti piede senti che hanno qualcosa di speciale, senti che vibrano alla tua stessa frequenza, che sono in armonia con i tuoi gusti. Questa è la sensazione che ho provato passando un piacevolissimo weekend ospite della Meira Garneri in Val Varaita. Il tempo non è stato dei migliori con una fitta nebbia che ci ha tenuto compagnia per entrambi i giorni ma proprio grazie ad essa ho potuto gustare appieno l’ospitalità di Alessandro Re e l’ottima cucina di Juri Chiotti.

Facciamo un piccolo passo indietro. Juri e Alessandro, entrambi abbondantemente sotto i 30 anni, hanno già alle spalle una carriera di tutto rispetto: esperienze all’estero, una stella Michelin guadagnata con il ristorante Antiche Contrade di Cuneo e, da questa primavera, la  Meira Garneri. Il denominatore comune di tutte queste esperienze è una costante passione per l’accoglienza e la ricerca. Ricerca di materie prime e di accostamenti particolari che ha portato alla creazione del risotto agli aghi di pino cembro, tipica conifera di questa valle, guarnito con midollo affumicato oppure la panna cotta aromatizzata al fieno accompagnata da una rossa salsa al sambuco che in bocca sprigiona un delicato sentore di camomilla e in un attimo ti trasporta sui pascoli dove fiorisce.

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La continua ricerca si nota anche nella selezione di vini e birra. Alessandro, sempre pronto a raccontare la storia dei prodotti da lui cercati, mi ha fatto “assaggiare” (in vero, a più riprese) un’ottima birra artigianale locale, la Birra Boero d’Oc, che viene prodotta in valle con ingredienti della valle ma anche vini autoctoni e produzioni biodinamiche. Anche la struttura è particolare, ristrutturata da poco, con gusto e un occhio alla tradizione, si presenta come una tipica meira (baita) in pietra, ampia e con una zona comune impreziosita dal camino sempre acceso. Le camere accoglienti somigliano più a quelle di un maso trentino che a quelle di uno spartano rifugio alpino.

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L’unico rammarico è stato per il meteo. Una fitta e umida nebbia non ci ha lasciato per un solo momento il che da un lato ci ha fatto piacere perchè ho passato molto tempo a parlare con Alessandro e Juri  ma dall’altro non mi ha permesso nè di vedere il panorama nè di fare qualche escursione nei dintorni, se non una breve passeggiata lungo la strada che porta al colle e poi a Elvo, in val Maira, accompagnati dai due simpatici cani dei ragazzi.

Quel che è certo è ci tornerò in inverno, con la neve, quando per salire alla meira bisognerà usare l’impianto di risalita oppure farsi venire a prendere da gatto delle nevi.

Grazie ragazzi! Alla prossima!

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2 commenti

  1. Complimenti per le foto…Bello sfocato… se non sono troppo invadente che obiettivo hai utilizzato?
    Ancora complimenti…

  2. Ciao, tutte scattate con il Sigma 35 f/1.4, qui trovi la mia recensione. Grazie per i complimenti!

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