Di Lightroom 5 e speranze di clonazione

Rimozione-macchie-header

Accidenti! Ero così contento che Lightroom 5 avesse finalmente introdotto uno strumento per fare piccole clonazioni che poi scoprire che non è così stupendo come immaginavo un po’ mi rode.

Ormai sono abituato al Content Aware Fill di Photoshop che è una specie di magia che permette di selezionare l’area da eliminare e questo, telegrafando agli alieni il contenuto della foto, fa in modo da riempire la zona eliminata con qualcosa che abbia senso. Internamente non funziona proprio così e non è così infallibile ma ci prende il più delle volte, più del nuovo strumento di Lightroom 5.

Purtroppo il nuovo strumento Rimozione macchie di Lightroom 5 non usa la stessa magia del Content Aware Fill e probabilmente non è manco pensato per sostituire quest’ultimo, anche se in un paio di occasioni confesso che mi ha stupito.

Fosse per me non clonerei nulla in una foto. Sono dell’idea che o riesci ad escludere quello che non ci vuoi dentro durante lo scatto oppure lo usi per la tua composizione. Usare il timbro clone (o uno dei suoi fratelli) per correggere la foto in post non mi garba molto. Come immagini nel mio discorso c’è un ma; ma (appunto) lavorando con le agenzie di microstock non puoi prescindere dalla loro assurda quanto, ahimè, fondata paranoia per loghi, scritte e copyright infringiment. Ormai basta un logo sulla zip di una giacca a vento per rischiare che scatenare l’ufficio legale del produttore di giacche a vento nei confronti del verduriere sotto casa che ha usato la tua foto (col il minuscolo logo sulla zip della giacca a vento) per pubblicizzare i suoi ortaggi. Ma questo è un altro discorso che merita uno spazio a sé. Torniamo a Lightroom 5 e al nuovo timbro clone.

Dicevo che ne sono poco soddisfatto perchè comparato con gli strumenti di Photoshop è molto più rudimentale. Su aree poco regolari sbaglia a selezionare la sorgente da cui clonare oppure fa un pasticcio quando tenta di fondere le due zone selezionate. Ricorda come  funzionamento e come risultati lo strumento Toppa di Photoshop se usato male. 

Poi ha qualche vizio di gioventù. Ad esempio non ho ancora capito se esiste un modo, e non mi pare, per modificare una zona clonata dopo aver rilasciato il tasto destro del mouse. Quindi o ci azzecchi al primo colpo o ciccia. Devi rifare tutto da capo. Non è di capitale importanza ma alla lunga può risultare noioso.

Altra cosa fastidiosa che ho notato è che talvolta prende zone da cui copiare il ritaglio apparentemente a casaccio, spesso molto lontane e diverse dalla zona dove si trova il dettaglio da eliminare. Se alla fine facesse un lavoro pulito non ci sarebbe nulla di male ma non è così.

spot-removal

In definitiva non è che sia da buttare, intendiamoci, ma dopo le magie del Content Aware Fill di Photoshop ammetto che le mie aspettative erano superiori alla realtà. Si può usare tranquillamente quando la zona da clonare, anche se ampia e dai contorni irregolari, è isolata ovvero non ricade a cavallo di texutre ed è contornata da aree uniformi. Un altro aspetto che assicura una buona riuscita è che la zona clonata si possa sostituire con un’altra zona di pari dimensioni e simile aspetto. Il metodo di fusione riesce a gestire differenze di luminosità ma se queste sono a livello cromatico o peggio nella texture dell’area allora il risultato potrebbe essere scadente.

A breve uscirà certamente una versione 5.1, quanto meno per correggere i bug riconosciuti e francamente spero che migliorino anche questo strumento.  Mi sarebbe davvero molto utile se funzionasse meglio.

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