C’era una volta iStock e un bel giorno incontrò Google…
6 commenti Scritto da Alessandro Di Noia in Free speech, My iStock Garden sabato, 26 gennaio 2013 10:00
Stavo pensando all’accordo tra iStockphoto e Google Docs e la conseguente protesta. Continuo ad arrovellarmi sul perchè di un accordo così palesemente poco vantaggioso per iStock.
Sui vari siti dedicati al microstock fioriscono le teorie più improbabili e macchiavelliche. Il management di iStock sembra trincerarsi dietro un ottuso silenzio, rotto solo per ribadire i termini dell’accordo, peraltro arcinoti. Dunque anche io ho cominciato a fantasticare.
Piccola ma doverosa premessa. Non ho informazioni diverse da quelle lette sui forum, non sto scrivendo notizie ma solo personali fantasie quindi non prendermi sul serio. Ci spero ma in fondo non ci credo neanche io.
Ora che me ne sono lavato le mani posso continuare a fantasticare.
La teoria che più mi affascina e solletica nasce da alcuni presupposti:
- Il Best Match pare non rispondere alle esigenze di iStock, nè a quelle dei clienti, nè tanto meno a quelle dei contributors
- A giudicare dai tempi impiegati per tentare di sistemare l’algoritmo potrei dedurre che ormai vive di vita propria
- Se questi presupposti fossero veri iStock starebbe perdendo soldi quotidianamente (così come lamentano anche diversi contributors di rilievo)
Con un piccolissimo sforzo di fantasia basta collegare questa situazione all’accordo stipulato con Google e quindi mi sollazzo pensando ad un fantomatico accordo tra le parti. Io do qualcosa a te e tu dai qualcosa a me. Forse è andata così.
iStock ha tante immagini sul suo sito, ma che dico iStock, Getty Images, ne ha tantissime. Il problema è tirarle fuori quando il cliente te le chiede. E si sa, il cliente ha spesso le idee un po’ confuse e quando fa una ricerca potrebbe usare i termini di ricerca errati oppure non propriamente pertinenti. Magari cerca una cosa ma in realtà ne vuole un’altra simile.
Hai presente quando cerchi su Google e commetti un errore di battitura? Il solerte motore di ricerca corregge, propone, contestualizza. Così anche se hai scritto “crsi LR” usando tutta la magia di cui è impossesso capisce che forse stavi cercando “Corsi LR” e magari ti appare pure la pubblicità dei corsi nella tua città. Non solo. Se cerchi un termine che può avere diverse accezioni, Google usa i dati delle tue ricerche passate per disambiguare correttamente il termine cercato. Sfrutta tutta una serie di dati storici per fornire i risultati più rilevanti per chi sta facendo la ricerca. Mica male!
Ecco, magari Getty ha chiesto a Google di dargli una manina con il Best Match. Magari Google ha proposto un accordo, da tenere segretissimo, che prevede anche la fornitura di qualche immagine. Diciamo circa 6 o 7 mila ma di quelle buone!
Sarebbe molto bello. Mi piacerebbe che avessero intrapreso un cammino così lungimirante e probabilmente fruttuoso per tutti: iStock, contributors e clienti. E siccome sono in vena di fantasie mi piacerebbe anche che stessero pensando di rifare il sito investendo qualcuno dei 200 e passa milioni di dollari che ricavano ogni anno vendendo le nostre foto.
Diciamolo, sarebbe oltremodo interessante ma purtroppo temo che non sia vero.
My iStock Garden è la rubrica dove racconto, passo dopo passo, la mia esperienza con il microstock: dall’accettazione come Contributor di iStockphoto, fino alla creazione di un portfolio e al suo mantenimento. Leggi gli altri post di My iStock Garden troverai tante utili informazioni per aiutarti in questa avventura. Su iStockphoto.com mi trovi come AlexD75.
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A me piace, però ne aggiungerei un pezzo (fantasia per fantasia s’intende): tu mi regali 6-7 mila immagini, io ti fornisco il mio know-how in termini di ricerca e magari ti do una “spintarella” (questa è la parte da tenere nascosta) alle tue immagini sulla mia piattaforma. In modo che le ricerche di fotografie privilegino le immagini Getty su Google. In altre parole è come avere un ottimo BM su Google.
Questo vale molto di più di 6-7 mila foto.
Comunque siano andate le cose una situazione è certa. Getty e Google hanno dei contatti. Il più grande stock mondiale di immagini parla con il re della rete. Vuoi vedere che tutti i contributor beneficeranno di questa situazione?
Sarebbe davvero interessante la cosa Alessandro, anche se, sinceramente, se fossi Google non mi accontentere di 6-7mila immagini :)
Stefano ci avevo pensato anche io ma per quel poco che so di come funziona l’algoritmo di ranking di Google credo sia onestamente difficile favorire qualcuno. Ha una complessità tale che, sulla base di alcuni parametri, è democratico. Però tutto è possibile e in fondo sognare costa poco ;-) Volendo essere ottimisti ad oltranza il solo fatto che Getty stia facendo accordi con Google è una buona notizia: li facessero palesemente vantaggiosi per tutti forse sarebbe più facile accettare il baratto di foto
Elia 6-7 mila immagini….per iniziare.
Sempre restando nel campo delle ipotesi, un altro modo per chiudere un accordo vantaggioso con IL motore di ricerca sarebbe quello di mettere si la ricerca sulle immagini di iStock, magari anche gratuite in dimensione XS, ma se la vuoi più grossa te la faccio comprare direttamente dal sito di Google Docs.
Poi ripenso ai tempi di calcolo delle royalties Getty e PP e mi rendo conto di quanto siamo lontani da queste ipotesi…
Gustoso… :-)
Il mojito a colazione, lo dico per esperienza, fa brutti scherzi!!!! ;-)
Ora è da capire chi lo ha bevuto… tu, i manager di getty oppure quelli di google?
Qui c’è del lucido calcolo altro che mojito ….. prepariamoci a buone nuove :-)