Da Lightroom a Photoshop: andata e ritorno senza problemi

Uso Lightroom per gran parte del mio workflow ma Photoshop è ancora necessario per arrivare a fare quei ritocchi che Lightroom non permette. Applicare maschere complesse, eliminare un dettaglio di disturbo oppure elaborazioni sofisticate con livelli e metodi di fusione sono ancora appannaggio esclusivo di Photoshop.

Il passaggio da uno strumento all’altro non è un grosso problema a patto di rispettare alcune semplici indicazioni. Ci sono alcune opzioni inoltre che permettono di personalizzare il passaggio tra un programma e l’altro ma se vengono impostate male possono sorgere dei problemi. Vediamo come usare queste impostazioni per non impazzire e rendere il passaggio tra Lightroom e Photoshop una passeggiata.

Per aprire una foto con Photoshop è sufficiente usare la combinazione CTRL+E che equivale al comando del menu FotoModifica in..\Modifica con Adobe Photoshop CS6. Quando usi questo comando vengono applicate tutte le impostazioni di Lightroom (esposizione, curve, contrasto, split toning, ecc) che sono equivalenti a quelle di Camera Raw, viene generato un file  intermedio TIFF o PSD che poi viene viene aperto in Photoshop senza mostrare la finestra di Camera Raw.

Oltre alle impostazioni visive dell’immagine che vengono modificate nel modulo Sviluppo di LR, ci sono altre impostazioni che sono utili per personalizzare il passaggio in PS. Si trovano sotto il menu Modifica alla voce Preferenze. Nel tab Modifica esterna, il riquadro Modifica in Adobe Photoshop CS6 ti permette di impostare:

  • Il formato del file che verrà aperto in Photoshop (TIFF o PSD)
  • Lo spazio colore (sRGB, AdobeRGB, ProPhoto RGB)
  • La profondità colore (8 o 16 bit)
  • La risoluzione

Nel caso scegliessi il formato TIFF è anche possibile determinare se usare la compressione e quale tipo adottare (LZW o ZIP). Come al solito non esistono dei valori corretti in senso assoluto ma esistono delle combinazioni che vanno meglio di altre in alcune situazioni.

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Per scegliere i valori che meglio si adattano al tuo workflow è bene sapere alcune cose.

Formato

Sta a te decidere, c’è poco da dire. PSD è il formato proprietario che usa Photoshop per i propri file. Se cerchi una compatibilità anche con altri strumenti (non di casa Adobe) forse è meglio il TIFF. Inoltre con il formato TIFF hai a disposizione la possibilità di recuperare un po’ di spazio sui file. Questo formato infatti mette a disposizione due metodi di compressione senza perdita LZW e ZIP. Al costo di una minore portabilità su altri programmi puoi ridurre le dimensioni del file, non di molto ma si può recuperare un po’ di spazio. Il formato di compressione ZIP dovrebbe dare risultati leggermente migliori in termini di compressione rispetto all’LZW ma è meno supportato.

Spazio colore

Lightroom applica internamente il profilo ProPhoto RGB a tutti i RAW demosaicizzati mentre per TIFF e JPEG usa il profilo incorporato. Non si può scegliere, lo fa automaticamente e non è affatto male visto che il ProPhoto RGB è uno spazio colore recente (più recente di AdobeRGB che è del 1998), a 16 bit e ottimizzato per la fotografia. Se il profilo colore non è presente nel file assume arbitrariamente che sia sRGB.

Se scegli nelle opzioni di esportazione uno spazio colore diverso da ProPhoto RGB devi sapere che verrà effettuata una conversione dello spazio colore. Se scegli AdobeRGB convertirai uno sapzio colore a 16 bit in un altro a 16 bit, per cui non noterai alcuna differenza o saranno così lievi da non essere apprezzabili ad occhio.

Se invece decidi di usare il profilo sRGB, essendo quest’ultimo ad 8 bit, la conversione sarà più onerosa e qualche dettaglio potrebbe andare perduto causando delle modifiche non intenzionali ai colori della tua foto. 

Profondità colore e risoluzione

Bigger is better ovvero grande è meglio. Manco a dirlo è meglio utilizzare come impostazione i 16 bit per canale/componente in quanto permettono di mantenere transizioni omogenee tra colori adiacenti. Detto in maniera semplice, i colori del cielo in un tramonto o i toni della pelle di un ritratto avranno sfumature più graduali per cui migliori. La dimensione dei file sarà circa il doppio, ma si sa, la qualità ha un prezzo!

La risoluzione direi che sarebbe superflua, almeno finchè non si decide di stampare il documento. Lascia pure il valore di default (240 dpi), avrai comunque modo di cambiarla in qualsiasi momento da Photoshop.

Non è tutto: c’è ancora Photoshop

Anche Photoshop ha delle impostazioni per la gestione del colore e proprio queste sono alla base della maggior parte dei problemi di colori strani nel passaggio tra uno strumento e l’altro.

La finestra delle impostazioni qui sopra si apre dal menu Modifica, Impostazioni colore. Questi parametri servono per istruire Photoshop su cosa fare sotto il profilo della gestione colore, quando viene aperto un file. A meno che non lavori in tipografia o per riviste patinate le impostazioni che ti interessano sono:

Nel riquadro Spazio Lavoro l’impostazione RGB che serve ad impostare quale spazio colore assegnare ai nuovi file se usi il metodo colore RGB

Nel riquadro Criteri di gestione colore l’impostazione RGB che serve ad impostare l’azione da compiere quando un file aperto in PS non ha lo spazio colore selezionato al punto precedente

Nel riquadro Criteri di gestione colore le caselline in basso che servono per impostare se PS deve avvisare prima di fare una conversione

Le mie impostazioni e perchè le ho scelte

In Lightroom ho configurato la modifica con Photoshop in modo che esporti in formato PSD per la compatibilità tra prodotti Adobe. Mi trovo bene e la dimensione dei file non mi preoccupa più di tanto. Per lo spazio colore ho scelto ProPhoto RGB poichè ampio (16 bit) e ottimizzato per la fotografia. Quando devo esportare in un profilo colore diverso una foto modificata con Photoshop preferisco fare la conversione in Photoshop dove ho a disposizione un numero maggiore di parametri per effettuare la conversione. Ad esempio posso scegliere l’intento colorimetrico da utilizzare mentre Lightroom utilizza l’intento Percettivo senza possibilità di cambiarlo. La profondità colore, come dicevo prima, l’ho impostata sul massimo possibile, 16 bit/canale e per la risoluzione ho lasciato il valore di default, 240 dpi.

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In fine ho configurato Photoshop con il preset Europe General purpose 3, il che può sembrare strano visto che ad esempio usa come spazio colore l’sRGB invece del ProPhoto che ho impostato in Lightroom, ma ha un senso.

Impostando i criteri di gestione del colore in modo che usino i profili incorporati e avendo deselezionato le caselline che avvisano in caso di profili differenti, mi permette di usare agevolmente PS sia con Lightroom sia per creare file ex-novo, come ad esempio gli screenshot che vedi in questo post. Quando creo un nuovo file di PS viene assegnato lo spazio colore sRGB, il migliore da usare per grafiche che verranno pubblicate sul web. Di solito se parto creando un nuovo file di PS è perchè sto facendo qualche lavoro per il web e non certo per modificare una foto. Vice versa quando apro un file da Lightroom, avendolo impostato in modo che crei un file profilato con il ProPhoto RGB e avendo scelto di utilizzare i profili incorporati anche se differenti dallo spazio di lavoro, mi troverò a lavorare sempre nello spazio colore ProPhoto. Se avessi spuntato le caselline mi trovere a visualizzare ogni volta questa fastidiosa finestrella, che mi chiede se convertire lo spazio colore o meno.

Tutto chiaro? Ora sei in grado di scegliere le opzioni migliori per il tuo workflow per passare da Lightroom a Photoshop senza problemi. Semplice, no?

 

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8 commenti

  1. E’ un workflow che anch’io in alcuni casi usavo.
    Metto al passato per un problema che è nato e di cui non so la causa.
    Non mi permette più di portare direttamente la foto in CS5 quando gli dico “modifica in”.
    Sono costretto a salvarle da DNG in TIFF in una cartella e da li aprirle in CS5.
    In pratica ho perso la sincronizzazione fra i due programmi. Sai dirmi cosa posso erroneamente ed inconsapevolmente modificato nei setup? Grazie e ciao, Andrea

  2. Probabilmente si è perso il collegamento tra LR e PS. E’ un problema che è già capitato a qualcuno per cause diverse, tanto che Adobe ha scritto un piccolo tutorial per rimediare al problema. Lo trovi qui, Edit In Photoshop command missing.
    Spero ti sia utile, fammi sapere

  3. Ciao Alessandro. Ti faccio una domanda che spesso mi pongo. Parto dal presupposto che il profilo colore del mio monitor IMac è impostato su srgb. Quando esporto file da lightroom in photoshop conviene fare subito la conversione in srgb (su photoshop) in modo tale da lavorare con lo stesso profilo del monitor e quindi avere la max veridicità dei colori ? è una domanda che spesso mi pongo perche è verissimo che prophoto rbg assicura una qualità migliore ma è anche vero che il monitor lavora in srbg e quindi si rischia di avere una combinazione di colori diversa da cio che dovremmo vedere. Premetto che il mio flusso di lavoro parte da lightroom continuo l’editing su adobe e quasi sempre finisce con la pubblicazione sul web anche se capita che diversi di questi file vadano in stampa. Quindi una conversione immediata in srgb comporterebbe anche una perdita di informazioni che potrei notare proprio in caso di stampa.

  4. Ciao Giovanni, la tuo domanda parte da un presupposto errato. Il profilo colore del tuo monitor non è impostato su sRGB (o almeno non dovrebbe esserlo). A volte si rischia di fare un po’ di confusione tra il gamut del monitor, ovvero quanti colori di un determinato spazio colore può rappresentare, e il profilo colore che non può e non deve essere uno spazio colore standard (come sRGB o AdobeRGB). Il profilo colore del monitor serve per calibrare, ovvero riportare a dei valori standard, il modo con cui il monitor stesso rappresenta un determinato colore della tripletta RGB. Per creare un profilo colore per un monitor occorre quindi qualcosa che “legga” i colori emessi dal monitor quando gli viene richiesto di rappresentare un determinato colore RGB: per questo occorre uno spettrocolorimetro come lo Spider della Datacolor (ce ne sono di diverse marche e prezzi).

    Come ti dicevo, partendo da un presupposto errato tutto il resto del discorso decade. Pertanto è meglio lavorare le foto nello spazio colore più ampio possibile (ProPhoto RGB) e con il monitor calibrato correttamente. In questo modo avrai la massima corrispondenza cromatica possibile durante lo sviluppo. Quando avrai terminato il lavoro e vorrai pubblicare o stampare potrai convertire nello spazio colore più consono la tua foto. sRGB per il web oppure uno dei profili di stampa che dovrebbe fornirti lo stampatore (caratteristici per ogni combinazione di carta/inchiostri/stampante). Se lo stampatore non ti fornisce i profili, conviene riportare tutto in sRGB e sperare che durante la stampa ci sia un tecnico abbastanza in gamba da mantenere (ad occhio) una buona fedeltà cromatica.

    Spero di aver fatto chiarezza, se invece avessi ancora più confusione di prima…fammi sapere :D

    PS: è normale essere confusi, la gestione colore fa questo effetto a molti ;-)

  5. Purtroppo ero quello che immaginavo, infatti avevo impostato il monitor dell’Imac proprio su srgb e probabilmente sono errori che fanno molti visto la complessità dell’argomento :-). Ora lo reimposto su la versione della casa (Imac) e vista l’assoluta esigenza, acquisterò un colorimetro che mi permetterà di profilare ad hoc il monitor. Ti ringrazio per la risposta, sei stato chiarissimo.;)

  6. E’ un errore che fanno in molti: impostare il profilo del monitor su uno spazio colore standard. Nulla di grave, con il colorimetro creerai il giusto profilo colore per il tuo monitor.

    Ancora una considerazione. La corrispondenza colorimetrica perfetta è una chimera. Soprattutto tra monitor e stampa. Sono i due medium che funzionano in maniera completamente differente: la carta riflette la luce mentre il monitor la emette. La calibrazione, ciò nonostante, è utile per ottenere una buona approssimazione

  7. Ciao alessandro,
    sapresti dirmi se c’è possibilità di applicare un filtro di Photoshop a tutte le foto presenti in una cartella di lightroom?

    grazie per l’attenzione concessami

  8. Puoi sfruttare due funzionalità di PS per applicare una stessa azione (Action) a più foto. La prima è usare il comando del menu File\Automate\Batch oppure sempre dallo stesso menu utilizzare il comando Create Droplet che produce un file exe ed usarlo come Post-Processing action dell’esportazione di Lightroom. Fammi sapere se hai bisogno di maggiori informazioni

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