10 cose che ho imparato lavorando con iStockphoto

Ormai è un anno che sono attivo su iStockphoto e come mio solito faccio bilanci. Mi piace mettere in ordine tra le mille sensazioni che provo per capire razionalmente se un’esperienza è positiva o meno.

Guardando indietro rivedo le foto che ho pubblicato, quelle (molte) che mi hanno rifiutato, il tempo speso a scattare, post-produrre e taggare le foto e non ultime le royalties (poche) che ho guadagnato sin ora.

I soldi non sono tutto, lo credo sinceramente, sono importanti ma non sono l’unica cosa positiva che possa capitare in questa esperienza appena cominciata. Ho imparato, o a volte anche solo messo a fuoco, alcune cose che vorrei condividere con quanti si stanno avvicinando al mondo di iStock e che forse non considerano nei proprio conteggi.

Precisione

La impari per forza, a suon di rejection. Foto scartate perchè non ho visto che c’era una macchiolina di polvere sul sensore in alto a destra su quel bel cielo blu. Non ho visto che quel bordo in controluce aveva 1 pixel (sì uno solo, ma c’era) di aberrazione cromatica, così facile da togliere con Lightroom, ma se non la vai a cercare proprio non ti viene in mente di toglierla. Ho imparato a riguardare gli scatti elaborati al 100% prima di pubblicarli, a fare attenzione anche ai dettagli più minuti e ai margini del fotogramma. Una qualità senza dubbio utile anche nella professione di tutti i giorni. 

La creatività si impara

C’è chi nasce imparato e chi, come me, ha bisogno di allenamento costante. I primi sono più fortunati, per tutti gli altri…darsi da fare! Ti ha colpito una foto? Com’è stata fatta? Che luci hanno usato? Cos’è che ti ha colpito? Qual’è l’estrema sintesi della foto? Saresti capace di rifarla? Allora falla! Non vuol dire rubare le idee degli altri (non è che se la fai uguale poi la devi anche pubblicare, è solo un esercizio) ma carpirne l’essenza per farla propria è utile per fare esperienza e creare qualcosa di nuovo. Imparare da chi è più bravo si può e si deve fare. 

Il valore di una foto

Non necessariamente in termini economici. Se non parliamo di arte, ma di foto commerciali, di advertising il valore di uno scatto è direttamente proporzionale alla facilità con cui riesce a comunicare un messaggio. Quindi innanzi tutto occorre avere un messaggio da trasmettere. Questo vale per tutte le foto. Una fotografia che non trasmette un emozione è solo un esercizio tecnologico e annoierà sia chi la guarda, sia, alla lunga, chi l’ha scattata.

Osservare

Sembra ovvio, ma bisogna imparare ad osservare. Spesso si guarda solamente. Osservare significa guardare con la realtà aumentata, vuol dire analizzare un volto per capire qual’è il profilo migliore, se ha un difetto come nasconderlo o metterlo in risalto per farlo diventare il protagonista. Osservare significa girare intorno ad un luogo per trovare il punto di vista migliore, camminare per strada stando all’erta per cogliere qualcosa di particolare. Significa guardare il mondo in 3:2…e anche in 16:9 se fai anche video.

Pianificare

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” e se lo dice Seneca puoi crederlo. Se non fai un piano navighi alla cieca e rischi di trovarti sperduto in mezzo al mare senza sapere che direzione prendere. Pianificare vuol dire caricare le foto che hai scatto durante una ciaspolata a settembre/ottobre facendo in modo che siano disponibili su iStock proprio quando i pubblicitari le cercheranno per le brochure invernali. Se non pianifichi va a finire che pubblichi le foto della ciaspolata a stagione finita e quelle estive quando le ricerche vogliono foto di gente con il maglione e la sciarpa.

Organizzare

Se non sei organizzato sprechi solo tempo e buone occasioni. Non si può prevedere tutto ma se non ti prepari ad un evento, se non ti porti l’attrezzature giusta farai fatica ad ottenere buoni risultati. Fare un piano per un’escursione o per un servizio in studio vuol dire risparmiare tempo. Vuol dire avere la calma per dedicarsi alla cura dello scatto, senza dover pensare a cosa fare l’attimo successivo. Significa avere con sé tutti gli strumenti utili per quella particolare situazione, le Model Release già compilate da far firmare ai modelli e magari qualche particolare che impreziosisca la scena.

Ricerca personale

Il cervello è un muscolo e i muscoli vanno allenati. Spremersi le meningi per trovare un’idea da rappresentare o un modo diverso di realizzarla è utile a mantenere viva la passione per la fotografia e mantiene giovani (è scientificamente provato!). La continua ricerca è stimolante ed è appagante quando si riesce a far collimare tutto per realizzare proprio l’idea che avevi in mente. Le idee nuove sono apprezzate. Per essere un po’ meno romantici e più pragmatici, vendono.

Rapporti

Grazie ad iStock ho trovato nuovi amici, concorrenti se vogliamo, ma di quelli che tutti vorrebbero: leali, vitali e pronti a condividere le proprie esperienze. Ho scoperto (ma và?!) che scambiare quattro chiacchiere con “chi ci è già passato” aiuta a ridimensionare la paura di quel che non si conosce, a trovare nuovi stimoli e talvolta anche a far germogliare qualche idea.

Ordine

Finchè hai a che fare con poche foto è una passeggiata. La memoria ti aiuta a sistemare tutto, anche nel caos più totale, ma quando cominci ad avere qualche centinaio i foto le cose iniziano a cambiare. “L’ho già inviata quella foto?”, “Mi avevano scartato questa foto, ma per quale ragione?”. Prova ad immaginare con qualche migliaio di foto pubblicate in 3 o 4 anni: un delirio! Con un po’ di tempo si può ricostruire la storia di tutto ma perchè buttarlo al vento in questa maniera? Usando Lightroom puoi organizzare l’archivio in mille modi. Puoi usare Cataloghi, cartelle, Raccolte e Keyword per tenere traccia delle foto già inviate, approvate e rifiutate. Puoi usare i metadati di ogni foto per mantenere un legame tra la foto online e quella nel catalogo. Puoi usare le Copie virtuali per congelare la foto inviata così come è stata proposta su iStock. Hai mille possibilità e nessuna scusa per non essere ordinato.

Lavorare per obiettivi

Su iStock non ti corre dietro nessuno. Nessuno ti chiederà mai di rendere conto del perchè non hai più caricato foto. Nessuno ti verrà a dire “Dove sono le foto che mi avevi promesso?” Sei tu che devi darti dei tempi. ne troppo stressanti ne troppo rilassati. Puoi scegliere il ritmo che più ti si adatta. Questo è uno dei grossi vantaggi del microstock. L’importante è porsi delle mete per poter fare il punto della situazione, per valutare se rivedere il proprio impegno e se per te vale la pena continuare. La cosa peggiore che puoi fare è navigare a vista: non ti condurrà molto lontano (vedi che ne pensava il buon Seneca poco più sopra).

Tutte queste cose sono utili tanto su iStock che nella professione di tutti i giorni. Per me sono precetti utili in molti contesti e penso che vadano tenuti in conto quando si fa un bilancio di un’esperienza particolare come quella che sto vivendo con iStock.

Per la cronaca, dopo il bilancio delle competenze ho fatto anche il bilancio dei numeretti: da giugno 2011 ho inviato 400 foto, me ne hanno accettate in portfolio 250 e ne ho vendute 65 per un totale di 100 euro. È passato un anno e voglio ancora andare avanti. Con entusiasmo!

My iStock Garden è la rubrica dove racconto, passo dopo passo, la mia esperienza con il microstock: dall’accettazione come Contributor di iStockphoto, fino alla creazione di un portfolio e al suo mantenimento. Leggi gli altri post di My iStock Garden troverai tante utili informazioni per aiutarti in questa avventura. Su iStockphoto.com mi trovi come  AlexD75.

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un commento

  1. Il motivo principale che mi ha spinto a lanciarmi in questa avventura è la sfida con me stesso. Proprio come dici tu a suon di rifiuti imparerò e migliorerò sia tecnicamente sia creativamente. Poi se arriveranno dei soldi beh ben venga sarà una soddisfazione ancora più grande!

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