Perchè il Cloud non funzionerà in Italia. A meno che…

Cloud-StorageUna delle parole più chiacchierate degli ultimi tempi è senza dubbio Cloud e probabilmente è ne sentiremo parlare ancora per parecchio tempo. O almeno così mi auguro.

Al di là delle legittime critiche sulla sicurezza, la riservatezza e il trattamento delle informazioni che decidiamo di mettere in the cloud, ho vissuto in prima persona  un’esperienza con il cloud che, alla fine, giudico interessante ma sostanzialmente negativa e non per colpa di chi mette a disposizione i servizi di cloud.

In passato avevo già parlato del backup in the cloud. Ad un prezzo ragionevole si ha la possibilità di mantenere al sicuro da guasti e cataclismi vari l’intero archivio fotografico. Purtroppo dopo più di un anno e mezzo di utilizzo, ho dovuto rinunciare al backup in the cloud a causa della scarsità di banda, endemico ed annoso problema italiano.

Un po’ di storia

Il tipo di connessione ad internet più diffusa in Italia è l’ADSL un acronimo che sta per Asymmetrical Digital Subscriber Line. Una classe di tecnologie di connessione per l’accesso ad internet che offrono un’ampiezza di banda asimmetrica, ovvero di differente capacità tra upload e download. Il motivo di questa diffusione è che non è necessario creare una nuova infrastruttura ma basta aggiornare solo alcuni apparati nella centrale di zona per abilitare tutte le utenze ad essa connesse. Non è necessario posare nessun cavo particolare tra le centrali e neppure tra le centrali di zona e le case degli utenti. L’ADSL usa il doppino telefonico presente in maniera capillare su tutto il territorio italiano e permette di connettersi ad internet con velocità relativamente elevate.

Le connessioni in fibra ottica, pur essendo molto più veloci, richiedono invece che un cavo speciale venga portato in ogni casa con notevoli investimenti a carico delle compagnie telefoniche. Investimenti che non è detto che vengano coperti in tempi brevi e che quindi vengono visti come un costo che viene giudicato dagli operatori telefonici insostenibile.

Il problema delle ADSl sta in quella fastidiosa A di asimmetrica. Permette di scaricare velocemente per fruire ad esempio di contenuti video in streaming o per navigare, ma in upload, ovvero quando si trasferiscono dati dal proprio computer verso la rete ad esempio per fare un backup in the cloud, è molto più lenta.

Getto la spugna (a malincuore)

Con questa premessa diventa evidente il motivo per cui ho deciso di rinunciare, a malincuore, ad un backup effettivamente sicuro come quello in the cloud. Complice l’arrivo della D800 e i suoi raw da 45 MB (!!!) e grazie ad un discreto aumento di lavoro, i tempi di trasferimento sono divenuti eterni. Circa un mese fa la coda di foto da inviare sulla cloud era di alcune decine di GB e per smaltirla avrei impiegato all’incirca 20 giorni. Peccato che durante questo lasso di tempo ho scattato altre foto, molte foto, aumentando ulteriormente la coda di file da salvare. Una spirale di crescita della coda che non avrebbe avuto mai fine.

L’unico modo per mantenere al sicuro i miei scatti e quelli dei miei clienti è stato ricorrere ai cari, vecchi backup su hard disk esterni. Mantenere due sistemi diversi di backup non mi entusiasma, di qui la decisione di abbandonare la cloud e tornare agli hard disk. Ora sto anche valutando l’utilizzo di un Drobo per aumentare l’affidabilità ma dopo aver sentito il racconto di Scott Kelby mi si è raffreddato un po’ l’entusiasmo.

A meno che…

Dopo tutti questi pensieri negativi un po’ di ottimismo non guasterebbe. Guardando al nostro paese con occhio critico ci sarebbe poco da essere ottimisti, eppure qualche barlume qua e là, cercando bene, lo si può scorgere.

Ad esempio lo si intravede nelle connessioni LTE o 4G di cui si è tanto sentito parlare in concomitanza con l’uscita del nuovo iPad. Una connettività simmetrica che mette a disposizione 100 Mbit per ogni cella. Ho avuto l’occasione di provarla qui a Torino in Telecom e sembra promettere molto bene. Verrà rilasciata al pubblico l’anno prossimo ed è una tecnologia pensata per l’uso in mobilità ma nulla vieterebbe di sfruttarla anche in altri ambiti. Il problema è che i 100 Mbit sono ripartiti tra tutte le utenze collegate alla cella. Se metteranno a disposizione un adeguato numero di celle potrebbe rivelarsi interessante.

Un’altra tecnologia che aveva acceso non poche speranze qualche anno fa consisterebbe nello sfruttamento della rete elettrica per far passare anche i dati. Viene già usata per risolvere i problema di cablatura di piccoli edifici. Risolverebbe i problemi degli investimenti per la creazione dell’infrastruttura e l’ampiezza nominale avrebbe dovuto essere di un massimo di 155 Mbit. Purtroppo dopo la sperimentazione in alcune città come Grosseto e Pesaro pare essere scomparsa.

La soluzione migliore resta la creazione di una rete in fibra ottica ma come ho già accennato è costosa e richiederebbe investimenti pubblici e privati non trascurabili, specie in un momento di crisi strutturale come quello che stiamo attraversando. Qualcosa esiste già nelle grandi città e con moltissima calma vengono cablate nuove aree. Ma il processo è troppo lento e raggiunge troppe poche utenze per fare la differenza.

Forse la creazione di una rete dati veloce ed efficiente potrebbe dare un suo contributo per uscire da questo periodo di crisi ma per il momento ci tocca aspettare e tornare ai cari vecchi hard disk, almeno per i backup.

 

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16 commenti

  1. Ero molto tentato dal drobo anche io, ma alla fine ho optato per un lacie 4big quadra, con cui mi trovo benissimo da ormai quasi tre anni, unica cosa che ogni tanto mi infastidisce un po’ è un leggero tempo di attesa quando deve uscire dal stand bye che rallenta le visualizzazioni delle cartelle nel finder o nella finestra di salvataggio. Ha, ovviamente, la possibilità di collegarli in cascata espandendo di molto le capacità di archiviazione. Una domandina, siccome non sono loro cliente mi ha incuriosito il fatto che non hai pensato a fastweb, c’è un motivo particolare? perché ogni tanto sarei tentato, ma le molte lamentele lette mi hanno fatto desistere…

  2. La rete in fibra di Fastweb non arriva dove mi servirebbe e la loro offerta ADSL non si discosta, se non nel prezzo maggiore, da quella di altri concorrenti con simili caratteristiche. Quindi Fastweb per me non è utile. Se fossi raggiunto dalla rete in fibra probabilmente non avrei pensato a questo post ;D

    La soluzione del NAS con RAID come quella che hai adottato, attualmente è forse la più semplice, in attesa di collegamenti migliori. Il Drobo aggiunge un livello di praticità ulteriore perchè ti permette di non dover usare dischi identici ma ha di contro il problema che scrive i tuoi dati in un formato proprietario. In caso di guasti come quello che ha avuto Scott Kelby comporta un esborso ulteriore solo per poter riavere i tuoi dati. Un po’ una follia. Con le estensioni di garanzia (a pagamento) risolvi il parzialmente il problema ma è un ulteriore costo da considerare quando valuti l’acquisto del Drobo.

  3. Riporto un interessante commento che ha scritto Alessandro Capurso su Facebook:

    Da tecnico sono perfettamente d’accordo! tra l’altro complimenti per l’articolo.. semplice ma centra il punto… il cloud (non solo come cloud storage) senza una capacita’ di banda in accesso adeguata e simmetrica non va :-/

    Per dare un bit in più sul perchè la rete in italia non si fa… il mio parere è che è anche colpa dell’AGCOM (ente che decide le norme per le TLC)… la rete in rame è stata fatta dallo Stato e Telecom Italia (ora proprietaria della rete) deve giustamente condividerla con gli altri operatori a prezzi equi. La rete in fibra in accesso non esiste ancora e se Telecom Italia la facesse sarebbe coi suoi soldi privati.. Peccato che poi l’AGCOM ti obbliga a condividerla quasi alle stesse condizioni della rete in rame… e allora quale azienda privata farebbe un investimento colossale in infrastrutture sapendo che poi sarà obbligata a subaffittarle a prezzo dettato dall’AGCOM ai concorrenti?!?!? è come se lo stato ti desse una macchina e ti dicesse che devi condividerla, poi pero’ se te ne vuoi comprare una coi tuoi soldi sei obbligato a condividerla comunque… perche’ io privato dovrei comprar la macchina nuova?!? ovviamente in asia (dove hanno la fibra in accesso da 10 anni e più) queste regole non esistono……. quindi mi chiedo se veramente questo tipo di regolamentazione sia di aiuto ai consumatori!!!

    Il post originale e la seguente discussione si trova su Facebbok

  4. Non mi torna questo ultimo intervento di Alessandro Capurso.

    Qui in veneto esiste ASCO TLC che fornisce per le aziende, da anni, la fibra ottica. Si è realizzata tutti i cablaggi buttando giù chilometri di fibra e fa manbassa in tutte le aree industriali dove Telecom non fornisce l’ADSL.

    Da servizi anche per i privati ovviamente… ma non mi torna che sia “obbligata” dall’AGCOM a fissare dei prezzi in linea con la concorrenza e tantomeno condividerla; ed infatti così non è… il servizio è fornito solo da loro.

  5. Ciao Alessio,
    purtroppo le regole dell’AGCOM sono asimmetriche ovvero Telecom in quanto incumbent e’ obbligata, quando posa della fibra, a condividerla a prezzo di costo, mentre le altre aziende (ASCO TLC, Fastweb, Metroweb, ecc) non lo sono :(
    inoltre il cablaggio in fibra “selettivo” di aree ad alta redditivita’ (clienti business e in generale lombardia o veneto) e’ un approccio che telecom italia non puo’ permettersi in quanto operatore nazionale che deve tendere eliminare il “digital divide”.
    Spero di esser stato esauriente :)
    Ale

  6. Ciao a tutti,
    ricordatevi che purtroppo ci sono molte zone come quella in qui abito io che non esiste ne adsl ne tantomeno la fibra ottica, e non sono in una zona sperduta ma solamente in provincia di Verona dove oramai ogni paese è attaccato all’altro, per fortuna abbiamo il WiMax l’unico problema è che la connessione è asimmetrica, quindi per il backup uso un Drobo con time machine e sinceramente non mi ha mai creato nessun problema, lo tengo sempre aggiornato e sempre alimentato anche quando spengo il MacPro, lo spengo solo quando sono via per tanto tempo, naturalmente ho tutto collegato ad un gruppo di continuità.
    Buon lavoro a tutti
    Flavio

  7. E’ proprio questo il punto, Flavio. I più fortunati hanno a disposizione l’ADSL mentre i paria dell’era digitale italiana si devono attaccare al doppino a 56K. Solo pochi eletti hanno a disposizione connessioni veloci in fibra.

    Comunque vedo che ti sei attrezzato bene ugualmente. Lo storage in the cloud darebbe ulteriori vantaggi, ma alle condizioni attuali non è sostenibile, se non per pochi eletti.

  8. Anche io, dopo diversi testardi tentativi di backup online ho gettato la spugna!
    E non è un problema tecnologico, come verifico spesso viaggiando all’estero.
    Qualche esempio? A Seoul, Tokyo e Singapore nella maggior parte degli hotel c’è Gigabit Lan, quella vera, veloce!

  9. Mettendo il naso fuori dal Bel Paese spesso si comprende molto meglio quanto siamo effettivamente indietro sotto alcuni punti di vista. Fa male, purtroppo, ma è una conclamata verità :(

  10. Ah che bello sarebbe stato… torno adesso da un viaggio, che ho iniziato con un festival musicale di 3 giorni nel quale ho sviluppato alcuni servizi fotografici…seguito da un po’ di foto di surfisti sulla costa e poi tonnellate di street… sarebbe bastato lòa sera arrivare in hotel o nella zona press del festival e cliccare un pulsantino e zac…tutto nelle nuvole…e via che si riparte… e poi, una volta arrivato a casa, sarebbe bastato accendere il pc e, in poco tempo, avrei avuto tutto a disposizione… e invece…netbook in hotel o in tenda…scarica le schede, backuppale in un mini HD esterno (si xche’ il netbook non me lo posso portare al festival o in spiaggia e se me lo ciulano perdo tutte le mie fatiche)…poi arrivo a casa e faccio il backup dei files dall’hd al mio pc e poi tutto nel HD esterno che uso come main back up di tutto il mio lavoro…ho il fiatone solo a scriverlo!!!!!!!!

  11. Ciao Marco!

    Per situazioni come quella da te descritta ti consiglio un hard disk portatile con lettore di card integrato. Sono compatti, facilmente espandibili (dentro ci installi hd che vuoi te) e molto piu’ economico rispetto a CF/SD di pari capacita’.

    Io uso quelli della Nextodi.com ma ce ne sono anche altri in commercio.

    Buon Storage!

    Antonio

  12. Eh già, Marco, sarebbe veramente troppo comodo, ma purtroppo non ci siamo ancora arrivati. Magari, tra qualche anno…speriamo!

    Il consiglio di Antonio è più che valido (come sempre, d’altronde!). In viaggio porto solo un HD da 500GB con lettore di SD/CF e non mi sono mai trovato a corto di spazio ;-)

  13. Ci avevo pensato ma visto che in viaggio comunque ho bisogno di un portatile per navigare, e alcune volte ho bisogno di fare una prima selezione delle immagini, ho valutato che invece di viaggiare con HD portatile con lettore di schede e netbook… potevo, fare esattamente le stesse cose con netbook e un semplice mini hd da 500GB risparmiando anche parecchi dindi ;) (xche’ comunque, saro’ paranoico, ma anche in viaggio i file li tengo in 2 copie… quindi non mi fiderei di lasciarli solo nell’HD)

  14. La paranoia è la migliore amica del Fotografo-Che-Non-Ha-Mai-Perso-Una-Foto ;-)

  15. Bell’articolo! Io ho risolto così: carico solo 4-5 foto al mese quando va bene :D però io sono un caso particolare…per altri casi non vedo soluzione tranne la fibra.

    Ps: i raw della D800 sono oltre 70MB!! 14bit non compressi

  16. Ehehe io sono nell’ordine del migliaio di scatti al mese e anche usando i NEF compressi lossless (che sono quelli da 45MB di cui parlo) son troppi per una ADSL. Però…c’è un però ma ve lo racconto in un prossimo post ;-)

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