Nikon D800E: prime impressioni

Ho ordinato la Nikon D800E un po’ di tempo fa e venerdì scorso sono andato a ritirarla. Attendevo da tempo la sostituzione della D700 e dopo tsunami, alluvioni e attese varie la Nikon ha tirato fuori dal cappello una macchina a dir poco eccezionale facendosi decisamente perdonare per i mille ritardi.

Il sensore da 36MP e lo speciale filtro anti-aliasing della D800E la rendono una macchina veramente particolare. Dopo un weekend in cui l’ho usata in diverse condizioni, voglio raccontare le mie impressioni dando un’impressione personale sui suoi punti forti ma anche sulle sue debolezze. Perchè non esistono rose senza spine e la D800E non fa eccezione.

Aggiornamento Com’era ovvio immaginare, dopo le prime impressioni sono arrivate anche quelle un po’ meno immediate. Le puoi trovare nel post successivo La Nikon D800E non è per tutti. Conclusione per alcuni un po’ drastica ma penso sia la migliore per le mie esigenze. 

Come l’ho usata

Già da prima che arrivasse pensavo di scrivere una recensione mettendo alla prova quest’ultimo gioiello di casa Nikon in situazioni comuni. Ho pensato a scenari pratici, non test di laboratorio, ma situazioni reali in cui mi ritrovo spesso a scattare, per cui come prima prova sul campo ho pensato di fare un photowalk per Torino. Per vedere come si comporta in condizioni di luce scarse sono andato a fare qualche scatto al Salone del Libro  e infine mi sono divertito con mio figlio a fare qualche video durante la sua prima pedalata senza rotelle (!!!). 

Sono le prime prove, non ho ancora avuto il tempo necessario per fare test più approfonditi. Ad esempio vedere come si comporta con la fotografia di paesaggio, per cui la D800E è stata principalmente pensata, sarebbe interessante e mi piacerebbe fare anche qualche prova di still-life, un genere che mi piace molto. Nei prossimi giorni la proverò anche in queste situazioni e certamente ne parlerò sul blog.

Per ora ho realizzato circa 400 scatti e una decina di video grazie ai quali ho potuto ricavare una prima impressione che potrà certamente subire delle revisioni con un utilizzo più prolungato in situazioni diverse.

Gli obiettivi che ho usato sono quelli del mio corredo. Sono lenti professionali, luminose e di ottima qualità. Ho usato sia zoom che fissi in condizioni di luce ottima e scarsa. Ho scattato ad ISO elevati, in controluce, in luce naturale e artificiale, soggetti in rapido movimento o statici, con raffica o a scatto singolo…in poche parole l’ho usata.

Impressioni generali

L’ergonomia della D800E è ottima e simile a quella delle altre Nikon, in particolare rispetto alla D300 non ho trovato grosse differenze. Ho notato solo una razionalizzazione di alcuni comandi e una migliore disposizione di altri. Ad esempio la levetta per la selezione della modalità AF, sulla D800 ha solo 2 posizioni (AF e M) ma aggiunge un pulsante coassiale per ulteriori opzioni (AF-S, AF-C, ecc). Anche il pulsante per attivare il live view è una grossa comodità e per me che arrivavo dalla D300, dove per attivarlo era necessario ruotare la ghiera in alto a sinistra, si è rivelato una vera comodità. Con uno scatto della levetta posta sul pulsante del live view è possibile passare rapidamente dalla modalità video e quella per scatti singoli senza ulteriori passaggi. Il resto dei comandi è praticamente identico a quelli della D300: tutti ben disposti ed ergonomici. Grazie a questa forte somiglianza non è necessario re-imparare ad usare la macchina senza staccare gli occhi dal mirino. Una gran comodità!

Il display è ampio e con una risoluzione che fa apprezzare, già sui suoi 3,2″, la capacità della D800E di cogliere ogni dettaglio, anche i più fini. La tinta è leggermente verdastra cosa che mi ha lasciato un po’ spiazzato all’inizio ma usandola, già dopo un paio di giorni, ci si fa l’abitudine.

Una delle prime sorprese me l’ha riservata l’auto-focus: fulmineo e di una precisione fenomenale. Ti fa sentire un cecchino, senza incertezze mette a fuoco esattamente sul punto selezionato. Anche usando gli spot periferici, solitamente i meno sensibili, non ho avuto problemi di messa a fuoco. Neppure inseguendo mio figlio che corre come una scheggia impazzita. La modalità di inseguimento 3D, già apprezzata sulla D300, risulta praticamente perfetta su questo corpo. Per godere appieno di tanta rapidità di messa a fuoco occorrono obiettivi con motori ultrasonici e luminosi ma d’altronde sarebbe quasi un delitto montare un plasticone su una macchina simile.

La seconda sorpresa arriva dall’esposizione Matrix. Se sulla D300 la consideravo ottima e non ho parole per descrivere la qualità di quella della D800E. Ho provato a metterla in difficoltà con contrasti elevati, controluce, scene piatte e punti di luce intensa a falsare la lettura. Niente da fare, non sbaglia. Certo, in qualche occasione ho dovuto compensare ma, soprattutto all’inizio, ho fatto diversi errori perchè ero abituato a correzioni più importanti. Sulla D800E ho dovuto rivedere al ribasso la compensazione, anche nelle scene più complicate sono bastati piccoli aggiustamenti.

Nei casi in cui la gamma dinamica del sensore non fosse abbastanza estesa si può anche ricorrere ad un HDR in camera. La D800E infatti possiede un’opzione di scatto HDR che gestisce un recupero fino ad un massimo di 3 stop. Durante lo stesso scatto compie due esposizioni e lo assembra per creare l’HDR. Funziona egregiamente anche a mano libera. Questa funzione non registra un RAW ma funziona solo con JPEG o TIFF. Proprio quest’ultimo formato potrebbe essere maggiormente interessante perchè non compresso.

Il merito della precisione nell’esposizione però non è solo merito del processore Expeed III ma anche del nuovo sensore. Oltre ai suoi 36MP ha una gamma dinamica di tutto rispetto. DxO l’ha misurata in più di 14 stop a 100 ISO che le permettono di rendere una gamma tonale affascinante. Nella fotografia di paesaggio una simile escursione tonale permette di cogliere sfumature eccezionali e se ne possono apprezzare le qualità soprattutto in quelle scene in cui i contrasti sono evidenti. In particolare l’ho apprezzata in alcuni scatti fatti a metà giornata, quando le ombre sono più marcate: pur mantenendo un forte contrasto le ombre non sono chiuse e impenetrabili permettendo alle alte luci di essere ancora gestibili.

Sul fronte della sensibilità ISO non ci sono particolari sorprese. Un’escursione da ISO 100 a ISO 6400 non è considerata un record ma a dire il vero raramente ho necessità di andare oltre ISO 3200 per cui la sensibilità pazzesca di una D4 la sfrutterei di rado. Più che altro mi interessa il rapporto segnale/rumore delle sensibilità fino a ISO 1600. Fino a ISO 400 il rumore è assente. A ISO 800 si comincia a notare qualcosina nelle ombre ma con Lightroom sparisce senza lasciare traccia alcuna. A ISO 1600 basta una passata non troppo aggressiva di riduzione rumore con Lightroom per avere immagini nitide e pulite. A 3200, ovvero ad uno stop dal limite nativo, occorre usare un po’ più di cautela nelle impostazioni della riduzione rumore. Infine a 6400 ISO, la massima sensibilità nativa della D800E, il rumore, com’è ovvio, è ben presente e va gestito sia in macchina che in post-produzione. Ciò nonostante con una risoluzione di 36MP e una nitidezza nativa impressionante si può fare un downsampling a 24MP o meno e recuperare una nitidezza comparabile con quella di scatti fatti a sensibilità decisamente inferiori.

Nikon D800E - Giornali al Salone de Libro di Torino

Uno scatto RAW a ISO 1600 senza sviluppo. Rumore contenuto, dettagli nitidi ma si vede del moirè (clicca per ingrandire)

Se con tutte queste sorprese ero entusiasta quando sono andato a vedere i dettagli sono rimasto estasiato. Puoi ingrandire, ingrandire e ingrandire ancora e i dettagli sono sempre lì, incisi, marcati, definiti. Usando una combinazione di ISO bassi, obiettivi ad alta risolvenza, come il 105mm macro, e tempi di sicurezza si ottengono immagini perfettamente, e dico per-fet-ta-men-te, definite. Una roba mai vista, giuro! Il sensore gigantesco e il nuovo filtro AA garantiscono dettagli come mai li ho catturati. Difficile da spiegare se non lo si tocca con mano. Non è un aumento della nitidezza in post, sono proprio i dettagli del soggetto. Fantastico!

Nikon D800E - Dettagli e rumore

I dettagli sono impressionanti e il rumore a 1600 ISO è facilmente gestibile (nessuna riduzione rumore è stata applicata; dettaglio al 100% pari allo 0,7% della foto originale, 240.000 pixel)

Ma è proprio su questo aspetto che arrivano le spine di cui ho parlato in apertura. Tutta questa definizione aumenta la possibilità che il pattern Bayer del sensore si accoppi con un pattern presente nella scena generando un nuovo sovra-pattern chiamato moirè. Se durante gli scatti rivedendoli a monitor mi sembrava non ci fosse mai nulla, sul monitor il moirè c’è eccome. Viene fuori nelle line squadrate di un palazzo, sull’asfalto, sulle ringhiere e su alcuni tessuti. C’è, inutile negarlo. Che poi sia facile da eliminare con Lightroom è un altro paio di maniche, ma costringe comunque ad esaminare per bene le foto più sensibili al problema e ad intervenire più frequentemente. Dopo poco ci si fa l’occhio e sai già dove andarlo a cercare, se c’è. 

Nikon D800E - Moirè

Il moirè è presente in abbondanza ma rimuoverlo con Lightroom non è assolutamente un problema (dettaglio al 100% pari allo 0,7% della foto originale, 240.000 pixel)

Il moirè è decisamente più spiacevole nei video dove per eliminarlo non basta Lightroom ma occorre usare plugin o tecniche sofisticate. Confesso che dopo aver visto un po’ di video, una delle feature che più attendevo e alla quale probabilmente dedicherò un intero post, ho addirittura pensato di vendere la D800E per prendere una D800. E non è del tutto escluso che non lo farò se non riuscirò a venirne a capo con i video. Diciamo che per ora è in prova: se si comporterà meglio e capirò come gestire il problema, la terrò, altrimenti vedrai un annuncio di vendita :D C’è anche da dire che la mia mancanza di esperienza con la gestione dei video sta giocando una parte notevole nella percezione di difficoltà di gestione di questo artefatto sui filmati.

Parlando di qualcosa che si avvicina ai video, la D800E incorpora una funzione timelapse. Sfruttando l’intervallometro interno e le impostazioni dei video, permette di scattare una sequenza di foto e assemblare il timelapse on camera. L’output finale è un video (file MOV). L’ho provata ieri sera dal balcone di casa al tramonto e ho trovato il risultato veramente godibile. La gamma dinamica e la risoluzione di questo sensore, ancora una volta, permettono di mantenere una qualità molto elevata.

Queste sono le mie prime impressioni. Come già detto non sono scritte nella roccia ma probabilmente subiranno una revisione con un utilizzo più prolungato. La D800E è una macchina complessa, quella E complica un po’ il discorso.  Sotto alcuni aspetti è eccezionale ma la penalizza in alcune circostanze. Se sei in cerca di un consiglio per l’acquisto e non sei più che convinto che la maggiore definizione che otterrai con questa macchina sia ciò di cui ha maggiormente bisogno forse è meglio che aspetti di leggere i prossimi post in cui mi addentrerò maggiorente su pregi e difetti di questa macchina complessa. A breve proseguirò il racconto con un nuovo post in cui racconterò com’è andata sul campo aggiungendo foto e video di esempio. Se nel frattempo hai qualche curiosità particolare o un test che vorresti fare, lascia un commento e farò in modo di accontentarti.

Ringraziamenti

Per questa recensione devo ringraziare moltissimo lo staff  del negozio Rilfessi Foto di Torino che ha fatto tutto il possibile per far arrivare la mia Nikon D800E nel più breve tempo possibile, offrendosi addirittura di prestarmi una macchina di test qualora non fosse giunta nei tempi desiderati. Oltre alla solita disponibilità e professionalità in questa occasione ci hanno messo anche un pizzico di magia! Grazie davvero!

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26 commenti

  1. @Alessio: scusami se ti rispondo solo ora ma il tuo commento era finito erroneamente nello spam, ops!
    I requisiti di Lightroom indicano giustamente un dual core minimo, mi sono espresso male nel dire che è meglio un single core veloce. Intendevo dire che un buon processore per Lightroom è meglio che sia veloce piuttosto che avere molti core. Parlando di processori Intel i7 Desktop è meglio un i7 870 che un 920 in virtù della maggiore velocità di clock.

  2. Ottima recensione Ale!!!! =)

    come sempre d’altronde!

    ora sono curioso di vedere il confronto D800E vs D800 ;)

  3. Ottima recensione Alessandro. Completa ed esaustiva.
    Credo mi sarà utile in futuro quando dovrò scegliere tra la nuova 5D e la D800/E.
    Grazie

  4. @Riccardo Grazie, ma non so se farò un vero e proprio confronto. L’unica differenza tra D800 e D800E è il filtro AA. Nel prossimo post ne parlerò più compiutamente

    @Anh Vu Grazie ha di fronte a te una bella scelta! In linea di massima potrei dire che la D800 è più versatile della D800E. La D800E è sublime per la fotografia di paesaggio e naturalistica e la Canon 5D markII/III è più avanti delle Nikon per i video ma se la gioca sullo stesso piano con la D800. Per me la differenza la farebbe il corredo di obiettivi che già possiedi

  5. @Ahn vu: concordocon Alex, le differenze tra D800 e 5D non la fanno la fotocamera, ma gli obiettivi. Oltretutto sono sempre poco propenso a questi confronti, oggi è meglio Nikon, domani Canon e dopodomani ancora Nikon…. bene o male si casca sempre in piedi su queste due marche, non ti deluderanno di certo.

  6. ho una Nikon d800e…ormai posso dirvi..come macchina..sicuramente non delude…anzi grandi soddisfazioni…lo acquistata 7 mesi fa…oltre tutto…anche la Nikon d4…vi premetto…la macchina fotografica…fa differenza….se non hai l’obbiettivi buoni.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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