Il tuo esposimetro mente. Anche il mio

EsposimetroLa cattiva notizia è che il tuo esposimetro mente, sì proprio quello della tua costosa reflex. Mica solo quello della compatta o del telefono. Quella buona è che tutti mentono. Facciamo un esempio.

Hai mai scattato una foto sulla neve? Ti sei fidato dell’esposimetro incorporato nella macchina fotografica? Allora con molta probabilità la foto sarà sottoesposta.

Tranquillo la tua macchina  fotografica funziona bene, ma ti ricordi il colore della neve? Candido, immacolato e brillante. Ecco, è proprio quello il problema.

La bugia dell’esposimetro (poverino)

In realtà non è del tutto vero, poverino, lui fa quel che può ovvero fa quello che fanno tutti gli esposimetri a misurazione della luce riflessa. In pratica legge la quantità di luce che viene riflessa dalla scena e sulla base di essa determina il valore di esposizione della scena (EV). 

Ma perchè, se legge la quantità di luce che colpirà  il sensore, la foto è venuta sottoesposta? Perchè nei suoi calcoli per determinare l’EV cerca di riportare i livelli medi di luminosità della scena ad uno squallidissimo grigio al 18%. Squallido se stiamo parlando di neve, che è bianca per definizione, ma ottimo se invece parliamo della stragrande maggioranza delle situazioni. Quindi l’esposimetro farà di tutto per rendere la candida neve di un grigino smunto.

Fin qui ti ho dato solo brutte notizie: l’esposimetro della tua costosa reflex mente e per di più usa uno squallido colore per calcolare l’esposizione. Fortunatamente ci sono anche buone notizie. La cura per questo piccolo difetto è semplicissima. Sulla neve basta aumentare di circa uno stop il valore di esposizione e tornerà ad essere bianca e brillante con il soggetto correttamente esposto.

Neve

Ma perchè accade ciò e perchè non se ne può fare a meno?

Un po’ teoria

Esposimetro SekonicGli esposimetri a luce riflessa possono solo leggere la luce che viene riflessa da un soggetto e non la quantità di luce che li colpisce. Se il soggetto assorbe una quantità media di luce non c’è problema, ma, come nel caso della neve, se ne riflette una quantità superiore alla media, tutti i calcoli vengono sballati perchè l’esposimetro rileverà una quantità di luce maggiore. Ignaro di tutto ciò tenderà quindi a calcolare una coppia tempi/diaframmi per una quantità di luce che non è quella corretta.

La luce incidente è molto più affidabile per il calcolo del valore di esposizione ma ha l’inconveniente che deve essere misurata sul soggetto. Decisamente poco pratico (anche se non privo di senso) se stai fotografando un paesaggio o un soggetto sfuggente a decine di metri dalla macchina foto.

Esistono però situazioni in cui è preferibile (e più comodo) misurare la luce incidente. Ad esempio in studio o durante uno shooting controllato. In queste situazioni è molto più comodo ed affidabile usare un esposimetro a luce incidente. Questio genere di esposimetri sembrano un telecomando con una semisfera bianca sulla sommità. Quella sfera viene posizionata al posto del soggetto e serve a raccogliere la luce che lo colpirà.

Grazie ad una serie di calcoli simili a quelli dell’esposimetro della tua macchina fotografica, in cui è sempre il grigio al 18% a comandare, viene calcolato l’EV. Misurando la fonte di luce e non la quantità che viene riflessa da un soggetto, il suo colore o meglio la sua capacità di riflettere la luce, diventa ininfluente.

Ma è solo colpa della neve?

Nel caso della neve l’errore è di circa uno stop, ma ci sono altre situazioni in cui l’esposimetro interno viene messo alle corde. Ad esempio nelle situazioni in cui il soggetto ha un colore che assorbe la luce come il nero.

Se stai usando la misurazione spot e punti una zona nera (un cappotto, un gatto nero, ecc) la lettura potrebbe portare ad una foto sovraesposta. Solito discorso: misuro la luce riflessa, il soggetto ne riflette poca, l’esposimetro mi dice di far passare più luce del necessario. Alcune situazioni classiche in cui occorre prestare maggiormente attenzione:

  • In spiaggia, perchè la sabbia si comporta un po’ come la neve
  • Con misurazione spot su animali dal manto bianco o nero
  • In controluce con la fonte di luce inquadrata
  • …e molte altre

Le situazioni in cui occorre correggere la valutazione dell’esposimetro sono parecchie. Con un po’ di pratica ti verrà automatico di compensare nelle occasioni in cui è richiesto.

Sulle compatte che non dispongono di compensazione dell’esposizione cerca la modalità scena consona al tipo di foto che stai  facendo. Di solito è presente almeno la modalità sulla neve (o simili) che non fa altro che impostare la compensazione al valore di esposizione di +1 stop. 

Ora che sai come funziona il tuo esposimetro potrai correggerlo prima ancora di vedere la foto sul display e con un po’ di pratica farete grandi foto…anche sulla neve!

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