Google+ e Facebook mi stanno rubando le foto?

Social networkQualche giorno fa, Google ha lanciato un nuovo social network: Google+ (o Google Plus). Non so se avrà fortuna, se è meglio di Facebook o di Twitter e non è questo di cui voglio parlare, ma diversi blogger hanno scritto post indignati perchè i termini di utilizzo contengono clausole che trasferiscono a Google+ un’ampia libertà di utilizzo, compreso quello a scopi commerciali.

Le stesse clausole le ha Facebook e molti altri servizi online (ad esempio TwitPic o Flickr). Chi permette di caricare foto si è tutelato riservandosi di usare le foto caricate praticamente per qualsiasi utilizzo. 

Prendendo spunto dalle discussioni a metà tra l’indignato e l’inferocito mi sono chiesto: ma queste clausole sono veramente un problema? Corro qualche rischio a pubblicare delle foto online?

In teoria sì…

Google plusCorro il rischio di vedre le mie foto pubblicate su riviste o giornali senza neanche essere citato nei credits. Flickr potrebbe usare una mia foto per farsi pubblicità senza pagarmi un centesimo. Facebook potrebbe cominciare a vendere una linea di tazze con i miei paesaggi e TwitPic i grembiuli da cucina con le foto di mia moglie al mare in costume.

Inoltre siccome ho anche delle foto per le quali non ho le liberatorie dei soggetti ritratti potrei anche essere citato per danni da qualcuno perchè la sua immagine è stata utilizzata a scopi commerciali senza consenso. Nelle clausole è ben descritto che il fotografo è responsabile per ciò che pubblica.

A dire il vero Flickr ad esempio usa già le foto per fare pubblicità. Ad esempio quando accedi alla pagina principale c’è una bella foto. Quella non serve solo a dire “Ehi, guardate questo fotografo quanto è bravo!” ma anche “Ehi, guardate quante foto belle troverete dentro Flickr” per richiamare nuovi clienti (Flickr è anche un servizio a pagamento) e anche “Ehi, se pubblichi le tue foto un giorno questo spazio potrebbe essere tuo” così continui a pubblicare le tue foto. Ok, l’Ehi forse non lo dicono così spesso però il succo è esattamente questo. Si sta facendo pubblicità. Con le foto degli utenti. Gratis.

…ma in pratica…

FlickrPosto che alcune delle persone che si preoccupano non hanno un gran ché da temere, questi rischi sono pressoché nulli. Se un social network usasse una foto per scopi che esulano dalla semplice condivisione sul proprio sito, andrebbe ad incrinare un rapporto di fiducia con tutti i propri utenti. Siccome il patrimonio di un social network sono proprio gli utenti, un’azione simile sarebbe una dichiarazione di guerra al proprio patrimonio. Equivarrebbe a segare il ramo su cui si è seduti. Nessuno userà mai le foto pubblicate per scopi commerciali (espliciti) rischiando di compromettere la fiducia degli utenti. Questo status quo impedisce un uso apertamente commerciale delle foto, quindi niente tazze e grembiuli da cucina. Però non esclude un utilizzo commerciale più velato, come fa Flickr ad esempio.

La natura delle clausole scritte in legalese corpo 6 è proprio quello di tutelare il social network quando usa una foto nell’ambito del proprio canale web. Ad esempio Facebook usa le foto sulla colonna di destra per  di stimolare il networking. Flickr le usa per alimentare il Flickr Explore e la home page. Google+ per invogliare gli utenti ad iscriversi. La fotografia, soprattutto quella dei ricordi, è ormai una componente fondamentale dei social network.

Pubblico o non pubblico?

Se non credi che lo status quo basti a tutelare la tua creatività, non pubblicarle.

Se non hai le liberatorie, non si possono considerare editoriali e hai timore che qualcuno venga a battere cassa, non pubblicarle.

Se sono foto che hai messo in vendita, ad esempio su agenzie di microstock, non pubblicarle.

Se non vuoi che le tue foto girino per la rete in maniera incontrollata, non pubblicarle.

Se invece vuoi condividere il tuo lavoro o la tua passione, ti piaccio i complimenti e non hai nulla da temere: buon divertimento! Basta solo scegliere il network che più ti piace. Ormai non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Una piccola precisazione

Leggendo bene tutte le clausole si capisce abbastanza bene la motivazione che le ha ispirate. Isolare solo alcuni passaggi è capzioso. Ci sono social network come Google+ che le ha scritte bene, circostanziando i casi in cui le farà valere e ci sono altri che invece hanno calcato la mano per tutelarsi anche a scapito di una maggiore trasparenza.

 

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7 commenti

  1. Finalmente un po’ di chiarezza… bel post!

  2. Flickr per le foto è mille volte meglio rispetto ai social networks perchè permette di scegliere una licenza per le proprie foto su facebook o su google plus no, la licenza la decidono loro. Tuttavia mi pare strano che le possa usare come dici nella home page secondo me usa solo quelle con licenza creative common le altre non le può usare(asd ho controllato prende anche quelle all right reserved). Certamente le usa per farsi pubblicità ma fa anche di rimbalzo pubblicità al padrone della foto: è una cosa reciproca.Tuttavia che lo faccia senza che l’utente non possa decidere non è una bella cosa. Ottime riflessioni :-)
    ciao

  3. La licenza che scegli quando carichi una foto su Flickr serve a stabilire il modo con cui la vuoi condividere col la rete (Copyrighted o Creative Common). I termini di utilizzo che hai accettato diventando un utente Flickr stabiliscono invece come Flickr (e quindi Yahoo) possa usare le tue foto. Anche Flickr, esattamente come Facebook, Google+ e gli altri social network, si riserva il diritto di usare le immagini caricate per fini commerciali. Senza questa clausola potresti chiedere a Flickr di pagarti i diritti per le foto pubblicate su Flickr Explore o sulla home page.

  4. Ottimo articolo ! non pensavo che questi Social network potessero usare le mie foto per i loro scopi. Mi hai aperto gli occhi grazie.

  5. Spero di solo di non aver instillato fobie. Il fatto che possano non è detto che lo faranno ;)

  6. Ciao Alessandro,
    ho letto con piacere il tuo articolo, molto chiaro e preciso.

    Non sono totalmente d’accordo con quanto dici… Secondo me i rischi di vedersi sottrarre una propria immagine ci sono, e sono reali. Questo perché la tua analisi è limitata alle piattaforme, e non si applica anche agli utenti (altri rispetto all’autore) delle stesse.

    Mi spiego con un aneddoto. Tempo fa leggevo sul blog (purtroppo non riesco a trovare l’articolo) di un fotografo amatore di come una sua fotografia, postata su Flickr, era stata utilizzata da un movimento di ultradestra per un manifesto… Lui stesso aveva visto tale manifesto affisso per le strade di Roma (se ricordo bene la città…).

    Ora, che io sappia, chiunque può utilizzare le immagini su Flickr, purché si attenga ai dettami delle licenze Creative Commons. Ora mi sembra che nel caso succitato – l’utilizzo dell’immagine sul manifesto – il “furto” sia del tutto legale purché accompagnato da nome dell’autore (non ci sono scopi commerciali).

    Ora, non so voi… ma a me personalmente l’utilizzo (a mia insaputa) di una mia foto in un manifesto da parte di un movimento politico (di ultradestra, poi…) mi fa abbastanza ribrezzo.

    Senza contare che le foto su Flickr sono ABITUALMENTE utilizzate da altri sulla rete (per sapere come fate una piccola ricerca sul web; la prima che m’è venuta sotto mano: http://www.contenuti-digitali.it/2011/09/flickr-trovare-le-immagini-senza-diritti-dautore-creative-commons/).

    Non sarò un artista… le mie foto faranno schifo… ma a me rode sinceramente sapere che le mie foto potrebbero essere utilizzate abbastanza liberamente da altri..

    Ciao,
    Antonio.

  7. Hai toccato un argomento interessante. Se condivido le mie foto con licenze Creative Common, che rischi posso correre? Se non sei a tuo agio con questo tipo di licenza puoi sempre disabilitarla (parlando di Flickr) e pubblicare le tue foto come Copyrighted (che se non erro è anche il default per i nuovi iscritti). Sugli altri social network le tue foto son copyrighted e non ci sono alternative a meno di non citare una diversa licenza nella didascalia.
    Nello specifico il caso da te citato è particolare perchè, se fossero stati presenti delle persone nella foto utilizzata, una legge europea vieta di utilizzare modelli professionisti (o ignari) per campagne politiche. Tempo fa si verificò un episodio simile con una campagna pubblicitaria tedesca in cui due fazioni opposte usarono foto con lo stesso soggetto in due posizioni diverse (pollice su, pollice giù). Le foto erano state acquistate da iStockphoto il cui ufficio legale aveva provveduto a gestire la causa per la rimozione delle foto e credo anche un compenso per il “disturbo”.

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