Raccolte, cartelle e parole chiave: obiettivo organizzare l’archivio

ArchivioUno dei motivi che mi ha spinto ad adottare Lightroom come strumento per gestire il mio workflow è possiede degli strumenti eccezionali per la catalogazione delle foto.

Grazie a Raccolte, Cartelle e Parole chiave posso organizzare il mio archivio in maniera rapida e semplice. Grazie alla catalogazione posso ritrovare uno scatto senza troppe difficoltà e soprattutto rapidamente.

Certo, occorre spendere un po’ di tempo ogni tanto per catalogare gli scatti ma con un po’ di pazienza e gli strumenti giusti tutto diventa più semplice.

Lightroom mette a disposizione tre strumenti per organizzare il proprio archivio: Cartelle, Raccolte e Parole chiave. Tutti e tre servono a fare ordine nel proprio archivio il che, talvolta, crea un po’ di confusione e fa sorgere più di qualche dubbio su quale sia lo strumento migliore.

La risposta è semplice: non esiste lo strumento migliore. Per lo meno non in senso assoluto. Dipende dalle proprie esigenze, dal tempo che si vuole dedicare alla catalogazione e dal risultato che si vuole raggiungere. Di solito lo strumento migliore è un mix fra i tre strumenti.

Le cartelle: solidissime, addirittura rigide

Le Cartelle (Folder) sono il modo più immediato con cui suddividere l’archivio, ma anche il meno flessibile.

Non sono flessibili perchè una foto può stare in una sola cartella per volta a meno di non copiare il file, cosa che non prendo neanche in considerazione per il casino che creerebbe (qual’è l’ultima versione? uso quella della cartella A o B?). Ci sono occasioni in cui è utile navigare l’archivio in ordine cronologico ma anche altre in cui è meglio navigarlo per soggetto o per evento. Per questo le Cartelle non permettono una catalogazione versatile.

Visto che non se ne può fare a meno, mi limito ad importare le foto in cartelle suddivise per data.  Uso un custom template per i nomi delle cartelle diverso da quelli standard; più un vezzo che una reale necessità. Il bello di Lightroom è anche questo, la possibilità di personalizzare molti aspetti.

Meglio lasciare importare a Lightroom le foto in carelle suddivise per data e utilizzare altri metodi per catalogare gli scatti.

Folder hell

Folder Hell di mitchgroff (www.flickr.com/photos/mitchgroff/)

Le raccolte: ottima flessibilità ma meglio non esagerare

Lightroom collectionsLe Raccolte (Collection) sono per certi versi simili alle cartelle ma permettono un maggior grado di flessibilità.

Le foto delle ferie dove le mettiamo? Le vacanze sono un “evento” che dura più giorni. E se in uno stesso giorno scattiamo un battesimo al mattino e un concerto alla sera?  E se il concerto va oltre la mezzanotte? Usando solo le cartelle ci troveremmo due eventi diversi in un’unica giornata e magari un evento spalmato su due cartelle (una cartella per giorno).

Possiamo fare una Raccolta che contenga tutte le foto delle vacanze ma anche una raccolta per il battesimo e una per il concerto, senza preoccuparci di quale cartella/giorno contiene effettivamente le foto. Ma la flessibilità delle Raccolte va oltre.

Se volessi avere una raccolta con “I miei scatti più belli” posso aggiungere tutte le foto che voglio, anche se stanno già in altre raccolte e senza dover duplicare il file. Questa sì che è flessibilità!

Il rovescio della medaglia è il rischio di creare troppe raccolte e creare confusione, ma Lightroom ci viene incontro con i Set di raccolte.

I Set sono dei contenitori di raccolte che possono contenere a loro volta altri Set. Pensate ad essi come delle scatole e alle raccolte come i vecchi libretti di foto. Un libretto può stare in una scatola e una scatola può contenere un’altra scatola ma ovviamente una scatola non può stare in un libretto!

Riprendendo l’esempio delle vacanze potremo creare un Set “Vacanze” che contenga le raccolte “Estate 2010 Sardegna”, “Inverno 2009/2010 Sauze d’Oulx”, ecc

Esiste anche un altro tipo di Raccolta, le Raccolte Dinamiche (Smart Collection). Sono molto potenti poiché permettono di archiviare automaticamente le foto.

Quando si crea una raccolta dinamica occorre specificare dei criteri. Tutte le foto del catalogo che soddisfano il criterio vengono automaticamente aggiunte alla raccolta dinamica.

Smart CollectionSe creo la raccolta dinamica “HDR” con il criterio “tutte le foto che contengono la parola chiave HDR”. Ogni volta che assegno la parola chiave HDR ad una foto, essa viene automaticamente aggiunta alla cartella.

La cosa realmente fantastica è che i criteri possono utilizzare parole chiave, bandierine, stelline, etichette colorate, dati EXIF…e possono anche essere combinati fra loro.

Queste raccolte meritano un articolo apposta per essere spiegate per bene. Ci tornerò sicuramente nei prossimi post.

Le Parole chiave: flessibili ma un po’ costose

Keyword treeL’ultimo strumento che abbiamo per catalogare gli scatti sono le Parole chiave (Keyword). Sono eccezionalmente flessibili perchè

  • Permettono di descrivere, anche minuziosamente, il contenuto di uno scatto.
  • Sono gerarchiche il che permette di creare un albero tassonomico anche molto complesso (es. Persone\Famiglia\Moglie)
  • Non ci sono limiti al numero di parole chiave che possono essere associate ad una foto.

Il grosso limite delle Parole chiave è la quantità di tempo che richiede taggare ogni scatto. Soprattutto all’inizio è facile farsi prendere la mano e creare un albero tassonomico (ovvero una gerarchia di parole chiave) molto articolato. Anche se questo permette di navigare il proprio archivio in maniera molto flessibile, rende molto onerosa la fase di importazione e catalogazione degli scatti.

All’inizio un buon suggerimento è quello di creare poche parole chiave e di aggiungerne di nuove man mano che si presentano delle necessità. Ad esempio quando seguivo l’hockey avevo iniziato a taggare le foto con i nomi delle squadre del match. Successivamente avevo cominciato a ricevere richieste di foto di singoli giocatori. Solo a quel punto ho deciso di aggiungere ad ogni scatto una parola chiave con il nome dei giocatori presenti.

Per snellire l’operazione di tagging vi consiglio di usare alcuni potenti strumenti di Lightroom, come i Keyword Set o lo Spray: rendono questa (lunga e noiosa) operazione molto più leggera e veloce.

Foto in alto © urbancow / iStockphoto

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16 commenti

  1. Ottimo articolo, che mette luce in poche righe su un aspetto fondamentale di LR.

  2. Grazie per il tuo articolo. Vengo da Aperture che considero ancora inarrivabile per la gestione dei cataloghi, che è potente semplice e soprattutto funzionale. Lightroom l’ho trovo macchinoso, scomodo e poco razionalizzato. Purtroppo Aperture ormai inizia a mancare di funzioni che su Lightroom si che sono ottime. Personalmente preferisco utilizzare bridge che offre di base delle opzioni simili a Lightroom e poi importare, s necessario, le foto in lightroom quando ne ho bisogno, meno casini anche nel caso si rovini un catalogo.Complimenti per questo blog che mi fa da filo di arianna per capire certi aspetti di lightroom che mi sfuggono.

  3. Non avendo un mac non conosco Aperture ma a quanto mi dicono spesso sono quasi equivalenti ma forse è solo questione di abituarsi ad un nuovo ambiente. Mi fa strano che preferisci usare Bridge che ha molto in comune con LR. Anzi a dirla tutta se preferisci Bridge (e quindi ACR per sviluppare) mi stupisco che importi le foto in LR visto che quest’ultimo usa proprio ACR per lo sviluppo e aggiunge poco altro. Sarei curioso di approfondire il tuo workflow per conoscere un punto di vista diverso dal solito.

    Grazie per i complimenti!

  4. Si probabilmente hai ragione, in Aperture la gestione degli archivi..come posso dire..è meno claustrofobica. Si lo so che tra LR e ACR il motore è uguale, preferisco Bridge alla catalogazione di Lightroom e uso ACR per elaborazioni singole dei file, ma nel caso di un lavoro composto da molte foto e che quindi necessitano di una elaborazione simile, o perlomeno congruente, lightroom risulta decisamente più comodo che ACR, anche per una catalogazione al volo. Ma la catalogazione generale, passami il termine, preferisco ancora farla in cartelle suddivise per anno e genere. Sarà una mia insicurezza ma non mi è mai piaciuta la suddivisione in cartelle fatta in automatico, preferisco suddividerle io e sapere esattamente dove andare a cercare. Una volta ho avuto un problema con un hd. niente di male avevo l’esatto backup, ripristinato il tutto, ma nonostante questo, Aperture non mi ha più riconosciuto i file. conseguenza: perso tutta la catalogazione (avevo usato la suddivisione automatica delle cartelle in base al giorni di scatto) per cui mi son detto mai più cataloghi :)

  5. Non ti voglio vendere nulla, sia chiaro, ma ti assicuro che con LR puoi gestire le cartelle esattamente come vuoi, con i nomi che vuoi e nel posto dove vuoi. Sei tu a scegliere. L’organizzazione per data è solo una delle opzioni a disposizione. Personalmente uso l’archiviazione per data, ma in realtà mi è totalmente indifferente. Grazie alle Collection chi le guarda più le cartelle :D
    Per ACR è vero, anche se è possibile sviluppare più foto assieme, LR su questo è un passo avanti.
    Grazie per aver condiviso il tuo workflow.

  6. Proverò a studiarmi meglio l’utilizzo delle collection :) Però guarda anche se oggettivamente LR è un passo avanti per la gestione di più file (leggevo proprio ieri un post di chase jarvis che si smazzolato 15mila foto, con aperture, ma il flusso più o meno è con quello) l’accoppiata acr e bridge con la sua gestione delle impostazioni da sviluppo si difende bene, personalmente mi ha sorpreso. Grazie a te Alessandro per lo scambio di opinioni :)

  7. già che ci sono posso approffitarne per farti un’ulteriore domanda? Come gestisci i psd. In genere se scegli di elaborare i ras con photoshop te li ritrovi nel catalogo. Tieni tutto insieme nel catalogo? in una cartella separata? Ultimamente mi sto chiedendo come razionalizzare meglio il tutto e sono alla ricerca di suggerimenti :)

  8. I psd li lascio nel catalogo in cui c’è il raw da cui sono stati generati usando l’approccio standard di LR ovvero facendo in modo che raw e psd vengano raggruppati assieme (stacked). Mi trovo bene con questo sistema perchè quando cerco una foto non devo impazzire per ricordare se l’avevo già elaborata con PS e grazie alle potenti ricerche di LR posso visualizzare facilmente tutti i psd con un paio di click.

  9. Grazie mille Alessandro :)

  10. Ciao Alessandro!
    Sono il fotoamatore alle prime armi che ti aveva contattato nella serata Streaming su Twitter (distr_action), quello della D90 e della domanda sulla differenza tra lo scattare in JPG a 12MP o 6MP :)
    Essendo agli inizi mi interessa molto anche questo aspetto della fotografia in quanto se è difficile fotografare lo è altrettanto catalogare e archiviare tutte le foto che uno può fare.
    Rispondendo a Raff dici che nella cartella in cui hai il RAW archivi anche il psd che generi dalle modifiche su di esso. Di conseguenza presuppongo che non convenga salvare anche il JPG dell’immagine finale e che all’occorrenza tu apra il psd e salvi l’immagine al momento, giusto?
    Certo che però se si sommano le dimensioni dei RAW e dei psd l’ingombro su HD cresce a dismisura!

    Un’altra domanda che mi viene da farti leggendo l’articolo è la seguente: ammettiamo che mi organizzi tutte le foto con LR con il metodo da te descritto, funziona anche con immagini catalogate su HD esterni?
    Inoltre dici che cataloghi le cartelle fisiche con la semplice data di scatto, ma questo non è controproducente nel momento in cui l’hd lo devo portare in giro e non ho il mio LR con la mia catalogazione a fornirmi uno strumento di accesso rapido, ma devo scartabellare tra le varie cartelle?

  11. Esattamente, non conviene salvare i JPEG finali poichè li puoi rigenerare quando vuoi da LR usando la funzione di esportazione. Tra l’altro ti fa risparmiare un sacco di spazio utile per poter archiviare i RAW e i PSD che sono molto più importanti.

    Non conosco le tue necessità, ma ti posso dire che anche avendo parte delle mie foto su HD esterni non le apro mai senza LR. Se hai questa esigenza puoi sempre mettere il catalogo o una copia sull’HD esterno assieme alle foto.

  12. Ti ringrazio :)

  13. Ciao Alex,
    perdona una domanda da principiante.. Riallacciandomi al commento precedente, dici che non conviene esportare in jpg i RAW modificati in Lightroom ma generarli solo al momento dell’utilizzo. Ma come salvo le modfiche apportate ad un file RAW? Lightroom le tiene automaticamente in memoria alla riapertura successiva?

    Grazie ancora… P

  14. Il catalogo è l’unità fondamentale di Lightroom. Dentro ci sono tutte le modifiche, la storia e la catalogazione di ogni scatto. Avendo il RAW originale e il catalogo puoi produrre il JPEG in ogni momento. Ogni volta che modifichi qualcosa viene automaticamente e immediatamente salvata nel catalogo. Per questo, a parer mio, non conviene salvare i JEPG ma tenere solo i backup del file originale e dei cataloghi di LR.

  15. ciao alessandro, intanto complimenti per il blog.
    mi sto affacciando in questi giorni a LR e i tuoi consigli sono molto utili.
    ho un nuovo pc e devo organizzare tutte le foto degli ultimi anni…mi aspetta un bel pò di lavoro.
    poichè questo è il momento di scegliere una modalità di gestione e catalogazione vorrei chiederti alcuni consigli e chiarimenti.
    1- se ho ben capito i cataloghi fanno riferimento a percorsi (path) che stabiliamo al momento dell’importazione. questo significa che non dovrò più spostare le cartelle, altrimenti il catalogo non trova più il riferimento, giusto?
    mi viene in mente quindi che devo scegliere un path semplice (p.e. C:\foto\…). invece vedo che di default LR tende a salvare i cataloghi in una cartella dell’utente, il che mi pare macchinoso: se un domani cambiando pc e OS dovessero cambiare i percorsi….che succede aò mio catalogo???

    2- non ho capito l’utilità di catalogare le foto in cartelle per data. a che serve dal momento che puoi facilmente cercare e ordinare per data sia con LR che con gestione risorse? cosa mi sfugge?

    3- gli attributi che assegno con LR (p.e. le stelle di valutazione) sono salvati come metadati sui file? (al momento non uso file raw). mi sembrerebbe molto utile.

    grazie

  16. Ti rispondo per punti:
    1. Ci sono modi per riconciliare la posizione dei file memorizzata nel catalogo e quella effettiva. Quando LR non trova più il file basta cliccare con il tasto destro sul file o cartella mancante e scegliete Trova file/cartella mancante. È molto semplice
    2. Dividere il file in cartelle serve a limitare il numero di file in una singola cartella. Ti immagini il casino (e la lentezza) di avere 100.000 file in un’unica folder?!?!? :D
    3. Con i jpeg gli attributi come stelle, bandierine ed etichette colorate sono salvati nella parte iniziale del file (header) mentre con i raw queste informazioni vengono salvate in un file a parte detto sisecar con estensione xmp

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