Il backup tra le nuvole

in the cloudQualche settimana fa ho parlato di backup. L’ho fatto in maniera un po’ teorica per cercare di stimolare una migliore conoscenza dell’argomento. Ma si sa, la teoria da sola spesso non basta. È nello spirito di questo blog ed è un po’ il leitmotif della mia esperienza fotografica. Provare concretamente aiuta a fissare meglio i concetti di cui parla la teoria. Per aiutare chi è un po’ più pigro o che semplicemente non ha il tempo di provare ad implementare i concetti del post precedente ho pensato di guardare a due soluzioni di backup che ho utilizzato e che sto ancora oggi portando avanti. Come  sempre non è detto che le conclusioni a cui sono giunto siano valide per tutti, ma condividerle può essere un buono spunto da cui partire per trovare la propria soluzione ideale.

Cominciamo dalla fine ovvero dalla soluzione che utilizzo (per ora). È un po’ insolito iniziare dal fondo ma questa volta faremo uno strappo. Per ognuna delle soluzione vi ho messo la versione lunga e quella corta. Così se non vi interessano le spiegazioni dettagliate potete andare subito al sodo.

Il backup in the cloud

PRO

CONS

  • Sicurezza quasi totale
  • Ridondanza di livello industriale
  • Distribuzione geografica
  • È un costo fisso
  • Ha dei costi elevati
  • Necessita di connessioni internet veloci, soprattutto in upload

Consigliato a

Professionisti del digital imaging, paranoici del backup (in pratica il sottoscritto)

Versione breve

Una soluzione di backup basata su cloud storage possiede qualità di livello altamente professionale. È sicura, controllata costantemente e utilizza tutti gli standard di livello industriale per la  protezione dei dati (ridondanza, distribuzione geografica, datacenter monitorati e climatizzati, ecc). Necessita di connessioni ad internet veloci. Ha dei costi continui ed elevati. Io lo preferisco ad altri sistemi perchè ho un archivio di ridotte dimensioni e i costi, anche se alti, non sono proibitivi. I backup li faccio di notte da un computer che resta sempre acceso per cui la banda internet non è un (grosso) problema.

Versione lunga

Dopo diverse sperimentazioni ho trovato un servizio di backup in the cloud che finalmente tacita la gran parte delle mie fobie sull’assicurazione delle mie foto. Cosa significa in the cloud? Wikipedia ne da una definizione molto tecnica. In parole semplici è un backup fatto su hard disk a cui si ha accesso tramite la rete internet. Il grosso vantaggio è che questi dischi sono controllati da persone che fanno solo questo di mestiere: gestiscono hard disk. Ne fanno il backup in maniera professionale continuamente. Sono ridondati e protetti da incendi, alluvioni, terremoti e altre calamità. In pratica adottano tutti i migliori standard, i più prudenti e protettivi, nei confronti dei dati che gli vengono affidati. Purtroppo se da un lato tutta questa tecnologia è decisamente sicura, dall’altra ha alcuni inconvenienti. Le soluzioni basate su backup remoti in the cloud hanno dei costi elevati anche se offrono a tutt’oggi il più sicuro servizio di backup delle proprie fotografie. Un aspetto importante da tenere in considerazione prima di scegliere questo tipo di servizio è che comporta un costo fisso. Un po’ come la bolletta della luce o del telefono, per poter utilizzarlo occorre pagare un costo mensile che varia in funzione dello spazio utilizzato. Quindi più l’archivio fotografico è di grandi dimensioni e più alto sarà costo del servizio. Inoltre per poter aggiornare il backup online occorre avere delle connessioni ad internet veloci. Soprattutto in upload ovvero nel trasferimento dati dal nostro computer al disco remoto. Le ADSL ad esempio offrono grandi ampiezze di banda in download e solitamente molto meno in upload. Per esempio una ADSL 6 Mb potrebbe avere 640 Kb di upload. Ciò significa una capacità di trasferimento di circa 250 MB all’ora. Più o meno l’equivalente di 16 RAW di una macchina 12 megapixel ogni ora.

Copie multiple su hard disk

PRO

CONS

  • Economico
  • Abbastanza semplice da gestire
  • Può offrire garanzie di sicurezza anche molto elevate
  • Rischio di perdita dati a causa di procedure errate
  • Occorre essere precisi e metodici
  • Non copre tutti i rischi

Consigliato a

Praticamente a chiunque ma occorre sapere che è un (buon) compromesso tra sicurezza e costi.

Versione breve

Se si hanno almeno 3 copie dello stesso file in momenti differenti e almeno una copia non è tenuta assieme alle altre allora possiamo parlare di una strategia di backup di livello professionale. Man mano che eliminiamo queste caratteristiche, per comodità o per praticità, occorre sapere che esponiamo il nostro archivio di fotografie a potenziali rischi. Questo metodo ha un costo contenuto e una discreta facilità di gestione. Un po’ semplificata, è la strategia di backup che attualmente affianco al backup in the cloud. In alcuni momenti, soprattutto all’inizio, l’ho trovato un po’ macchinoso ed ho rischiato, per pigrizia, di non tenere aggiornate le copie.

Versione lunga

È certamente la forma di backup più semplice e diffusa. Costa poco grazie al prezzi ridotti che hanno gli hard disk esterni. Uno da 500 Gb può contenere circa 30.000 RAW da 12 megapixel e costa anche meno di un centinaio di euro. Per rendere questo metodo davvero efficace è meglio mettere in pratica i suggerimenti di cui abbiamo parlato nel precedente post. Se non ve li ricordate erano:

  • Avere sempre più di una copia dello stesso file, meglio 3
  • Tenere una copia in un luogo diverso, come ad esempio in ufficio o casa dei genitori
  • Cercare di automatizzare le operazioni di copia quanto più possibile
  • Usare i dischi di backup solo per le copie (niente MP3, film, ecc)
  • Non sincronizzare le copie nello stesso momento. Meglio ad esempio aggiornarne una ogni volta che si lavora, una settimanalmente e  una mensilmente
  • Non lavorare sulle copie di backup

Grazie a questi accorgimenti avrete messo una discreta assicurazione sui vostri scatti. Per giunta l’avrete fatto con una cifra modesta. Gli hard disk necessari al backup di un archivio di 60.000 fotografie potrebbero costarvi meno di 500 euro. Gli svantaggi maggiori li troverete nel tempo che si impiega per gestire le copie di backup e nel rischio, essendo un sistema a volte un po’ macchinoso, di sbagliare qualcosa e dimenticare qualche file per strada. Sicuramente l’uso di strumenti per il backup come i Microsoft SyncToys aiutano a non fare errori. Per aumentare il livello di sicurezza dei propri ricordi esistono anche sistemi ad hoc come i Drobo (costosi ma non eccessivamente) o i diffusi NAS (Network Area Storage = dischi di rete locali) con dischi in RAID.

Altre strategie di backup

Quelle di cui vi ho parlato sono le strategie di backup che suggerisco a chi mi chiede un consiglio. Sono sufficientemente flessibili da coprire un po’ tutte le esigenze. Esistono altre varianti, per esempio sento spesso soluzioni che usano DVD al posto degli hard disk. Non mi paiono una buona scelta perchè i DVD sono più delicati di un hard disk, ergo si danneggiano più facilmente. Gestire un versionamento dei file su DVD è qualcosa che mi fa venire i brividi solo al pensiero. Richiederebbe un numero notevole di dischi ogni mese. Inoltre i DVD inquinano e anche molto. Produrli è un processo altamente inquinante e considerata la capacità che hanno (massimo 50 Gb, non riutilizzabili) li rende poco rispettosi dell’ambiente. Per non parlare dello smaltimento di quelli vecchi. E ci sarebbero ancora altri fattori a rendere i DVD una scelta poco indicata ma mi fermo qui.

Ulteriori varianti prevedono l’utilizzo di meno copie o di una frequenza di aggiornamento più lunga oppure non prevedono un aggiornamento scaglionato. Non le commento singolarmente, ma ognuna di esse espone l’archivio fotografico a particolari rischi. Spesso senza dare in cambio benefici per cui valga la pena ridurre la sicurezza. Non suggerirei a chiunque di utilizzare soluzioni di backup in the cloud ma certamente un attento backup su hard disk esterni è oramai alla portata di chiunque.

Per chi se lo fosse chiesto, per i miei backup in the cloud uso il servizio Amazon S3 attraverso Jungle Disk e mi costa più o meno come un caffè al giorno. Esistono molti altri client per S3 o servizi di cloud storage dedicati come ad esempio Carbonite. Una ricerca su Google potrebbe suggerirvi un buon numero di alternative.

Se vuoi provare l’ebrezza del cloud storage a costo zero prova Dropbox. Offre gratuitamente 2 GB di spazio in the cloud, accessibile dovunque, anche da iPhone. Inoltre puoi accedere ai tuoi file online da un’interfaccia web e creare una photo gallery in pochi istanti. Vale la pena provarlo, anche per i tuoi documenti.

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11 commenti

  1. eh spinosa questione
    ma questi sync toys li consigli? E’ facile da usare? Ogni volta mi faccio una copia brutale di tutto l’archivio… è ora di basta!

  2. I Sync Toy me li ha consigliati Antonio D’Albore di cui mi fido ciecamente. Provali su una struttura di directory simile a quella che usi per le foto. Così ti fai pratica senza il rischio di fare danni.
    Io uso Beyond Compare che non è un sincronizzatore di files, ma un tool per verificare le differenze tra due folder ed eventualmente sincronizzarle. Sottile differenza ma per me sostanziale. Mi trovo bene con esso ma è più “manuale” e quindi hai modo di vedere cosa fai di volta in volta, ma di per contro aumenti le possibilità di sbagliare. Prova anche quest’ultimo e vedi quello con cui ti trovi meglio.

  3. Io su Mac ho scoperto Silverkeepr per tenere sincronizzate le copie e va alla grande, ma esiste solo per Mac e lo trovate sul sito Lacie. C’è anche grsync, interfaccia grafica per un comando incluso nel sistema operativo…a me piace, ma non lo consiglio se non si sa smanettare un po’. Per il mondo Windows, il re è robocopy, forse macchinoso da impostare (solo da riga di comando) ma con prestazioni (e affidabilità) nella copia imbattibili. Se avete curiosità su queste cose…fa parte del mio lavoro.
    P.s.
    I sistemi cloud sono facili da usare x gli utenti, ma tecnicamente è quasi fantascienza…non sono solo dati in rete, ma sono dati (o servizi) distribuiti nella rete, potresti averne una copia in europa ed una negli U.S.A. costantemente sincronizzata…ma da qui in poi si va nel difficile.

  4. Marco, grazie per le preziose info! Per il Mac, non usandolo, avevo fatto qualche ricerca ma un utente per di più esperto come te può fornire senza dubbio consigli migliori!

  5. Ottimo Beyond Compare, se configurato in modo opportuno oltre alla sincronizzazione/compare dei files ti permette anche ti tenere allineati i dischi dei backup.

    P.S. E’ appena uscita la nuova release do BC 3.2.3

  6. Esatto! BC lo uso anche per tenere sincronizzate le copie di backup. Per me è il migliore

  7. @zioluc: uso SyncToy da oltre tre anni, con cui backup regolarmente quasi 2TB di foto su diversi HD esterni.
    Mai avuto alcun problema.
    Ciao.

  8. Alessandro, hai visto il taglio di prezzi che ha dato Google allo spazio acquistabile su Drive?
    Sarebbe da farci un pensierino mi sa… se non fosse di dover rifare l’upload nuovamente! xD
    Elia

  9. Prezzi eccezionalmente bassi, è vero ma il problema non è solo nei costi. Ne ho parlato anche qui

  10. Sì infatti, e non è problema da poco…
    Chissà se la fibra prenderà piede anche in Italia, e chissà quanti anni ci vorranno (..e che prezzi.. !)

  11. Io abito in centro a Torino, non proprio un paesello di periferia, e la fibra c’è solo in poche zone. L’Italia è la patria della ADSL: tanti megabit in download quanto pochi in upload. Finchè non colmeranno questo divario sarà sempre un problema far decollare i servizi nella cloud se non quelli a senso unico (streaming in primis).

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