Autopsia del filtro protettivo

Filtro protettivoAvete mai notato che alcuni fotografi montano perennemente un filtro sui loro obiettivi. I filtri li uso anche io e ne ho parlato più volte, ma quello che mi lascia perplesso è che ad una più attenta osservazione spesso il filtro montato non è altro che un UV-0 o un filtro protettivo appositamente studiato per questa funzione. Filtro protettivo? Ma per proteggere da cosa? e in quale maniera funziona? Siamo sicuri che dia dei vantaggi reali e non che, magari, crei addirittura degli svantaggi?

Queste domande sono quelle che mi hanno portato, dopo aver dato una risposta ad ognuna di esse, a bandire dai miei obiettivi i filtri protettivi. Ma andiamo a smembrare, come fosse una vera autopsia, il filtro protettivo e tutte le ragioni per cui dovremmo o meno avvitarlo sui nostri obiettivi.  Non è detto che la conclusione a cui sono arrivato io sia la stessa a cui arriverete voi. Come sempre, dipende!

Da cosa mi devo proteggere?

Quando comprai il mio primo obiettivo il venditore mi chiese: “Vuoi anche il filtro protettivo?” All’epoca, giovane ed inesperto, risposi di sì senza neanche sapere cosa stessi effettivamente comprando. Il costo, rapportato a quello dell’obiettivo, era molto basso per cui annuii. Protettivo è un aggettivo rassicurante per definizione. Inconsciamente il ragionamento sarà stato qualcosa del tipo: protegge, quindi fa del bene, quindi è una cosa positiva. Ma effettivamente da cosa protegge? I sostenitori del filtro diranno: polvere, graffi e urti accidentali. Ottimo! il mio costoso obiettivo sarà protetto da queste sgradevolezze. Io mi permetto di dire che non è del tutto vero e queste sono le mie motivazioni.

Polvere

Il filtro protegge la lente frontale dalla polvere. È un dato di fatto, salvo che poi si accumulerà sul filtro. In pratica avrete spostato la polvere da un vetro ad un altro. Se il vostro timore è che la polvere entri nel barilotto, un filtro la terrà lontana per poco senza contare che potrebbe entrare da una ghiera o semplicemente dalla lente posteriore dell’obiettivo. Se il problema è la paura di rigare la lente frontale con la polvere durante la pulizia allora passiamo alla seconda protezione: i graffi.

Graffi

Se usate la cartavetro per pulire la lente frontale allora è meglio che usiate un filtro protettivo. Se però fate parte di quella schiera di maniaci (di cui anche io faccio parte) che usano un pennellino morbido per eliminare la polvere e successivamente un panno in microfibra per eliminare eventuali aloni, allora il filtro non vi occorre. Alcuni sostenitori del filtro protettivo diranno che le lenti hanno dei trattamenti superficiali (come ad esempio il Nikon Nano-Coat) che potrebbero risentire dell’azione meccanica di un pennello morbido e di un panno in microfibra. In realtà i trattamenti superficiali delle lenti sono più resistenti di quanto si pensi e appositamente studiati per resistere alla normale pulizia. Inoltre non sempre sono applicati alla lente frontale ma a quelle interne al barilotto.

Urti accidentali

Questo è un argomento molto controverso che rischia di creare un falso senso di protezione, forse ancor più insidioso del pericolo in se. Quel che penso è che se qualcosa dovesse urtare la lente frontale con una forza tale da romperla o anche solo scheggiarla credo proprio che romperebbe anche il filtro protettivo. Un filtro è spesso meno di un millimetro. La lente frontale di un obiettivo talvolta è spessa anche più di un centimetro. Se qualcosa urtasse la lente frontale non sarà un filtro protettivo a risparmiare la mia lente. Inoltre avrei il timore che le schegge prodotte dal filtro graffiassero la lente dell’obiettivo. Ad esempio pensate a cosa potrebbe accadere se una palla da tennis rompesse il filtro. Preferisco non rischiare.

C’è dell’altro?

ObiettivoProvate ad immaginare: un gruppo di ingegneri progetta per mesi un nuovo obiettivo con proprietà ottiche eccezionali. È il frutto di ricerche costate soldi e fatica a molte persone. Viene dotato di tutti i ritrovati tecnologici disponibili sul mercato per garantirgli una resa eccellente. Dei tecnici specializzati lo assemblano in camere ad atmosfera controllata, lo controllano al microscopio per vedere che non abbia difetti e poi cosa facciamo? Gli montiamo davanti un’altra lente che ne modifica lo schema ottico, per cercare di proteggerlo. Suona quasi come chi mette la plastica sul divano per non sporcalo. Sicuramente molto dipenderà dalla qualità del filtro. Più il filtro protettivo sarà economico e più agirà in maniera negativa sulla qualità dell’immagine.

Un altro inconveniente è che tra la lente frontale e il filtro si crea una camera d’aria non sigillata, a differenza di quanto avviene nel barilotto. Se non rimuovete mai il filtro protettivo potrebbe accadere (come accadde a me) che la superficie interna del filtro, o la lente frontale dell’obiettivo, si sporchi senza che ve ne rendiate conto. Come risultato avreste delle foto eccessivamente morbide, prive di nitidezza o con un effetto nebbia. Il difetto si accentua in controluce o in condizioni di forte luminosità.

Se avete più di un obiettivo dovrete acquistare un filtro per ognuno di essi. Questo, di fatto, significa aumentare il costo di ogni obiettivo di una percentuale significativamente rilevante, specie su obiettivi economici. Tutto ciò non fa altro che vanificare tutte le ricerche che normalmente facciamo per trovare il negozio più economico da cui acquistare.

Quali alternative esistono?

ParaluceMa allora mi devo affidare al caso e sperare che non accada nulla al mio prezioso obiettivo? Certo che no! Esistono alcune accortezze che permettono di salvaguardare la nostra attrezzatura senza comprometterne la qualità. La prima è senza dubbio fare molta attenzione quando si maneggiano attrezzature delicate come quelle fotografiche. Usare prodotti dedicati e specifici per la pulizia e la manutenzione degli obiettivi è un’altra buona regola da seguire. Per tutti i casi in cui queste accortezze non fossero sufficienti il paraluce può rivelarsi un ottimo alleato. Il paraluce è la migliore protezione meccanica per proteggere l’obiettivo. È economico, efficace ed efficiente.

Economico perché solitamente è incluso nella confezione dell’obiettivo per cui non dovrete acquistare altri accessori. Se non è incluso ha comunque un costo piuttosto basso e comunque generalmente più basso di un filtro di buona qualità.

Efficace perché impedisce il contatto diretto con la lente frontale. Non annulla l’eventualità ma riduce di parecchio la possibilità che qualcosa vada a toccare la lente frontale. Potrebbe accadere solo con oggetti  più piccoli del diametro dell’obiettivo e con una traiettoria diretta verso il centro di esso. Onestamente credo sia molto poco probabile.

Efficiente perché non modifica lo schema ottico dell’obiettivo. Non introduce ulteriori strati di vetro e aria che modificano in qualche misura la luce che raggiunge il sensore. Inoltre minimizza la possibilità che si verifichino altri fastidiosi difetti ottici come ad esempio i riflessi indesiderati (flare) o l’effetto foschia.

Queste sono le motivazioni per cui ho deciso di non montare più filtri protettivi sulle mie lenti. Se non dovessero bastarvi vi farei una sola raccomandazione: se proprio dovete mettere qualcosa davanti ai vostri obiettivi che sia quanto di più neutro si possa trovare. Ovviamente un filtro neutro e di qualità avrà un prezzo decisamente elevato, molto più di un semplice paraluce.

E tu alla fine cos’hai deciso di fare?

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12 commenti

  1. Non sono del tutto d’accordo con questo articolo. Io uso i filtri UV su entrambe le lenti che uso per lavoro (prettamente cerimonie e matrimoni in particolare) e devo dire che spesso mi ha letteralmente salvato.

    capita spesso che il bimbo curioso, mentre tieni un corpo a spalla per scattare con l’altro corpo, provi, incuriosito, a toccare con le dita belle unte del buffet la lente dell’obiettivo. Col filtro te ne vai in bagno, acqua e sapone per le mani e torna tutto lindo e pinto.

    Trovo che il filtro sia utile solo per lo sporco, e solo se si rispettano dei crismi fondamentali:
    - Regolare e frequente pulizia dello stesso, anche col metodo bagnato sopra citato.
    - Uso del paraluce per prevenire gli urti (in questo caso il filtro non serve a nulla, come detto anche nell’articolo)
    - Acquisto solo di filtri di massima qualità. D’altronde per le lenti che uso per lavoro ho speso mediamente 5000€, mi pare stupido lesinare su quei 200/300€ per acquistare filtri di rango.

    Se poi ci si può permettere massimo controllo di tutta l’attrezzatura in ogni frangente, come ad esempio può fare il fotoamatore avanzato, allora ben venga la lente nuda ben celata dal solo paraluce.

  2. Pienamente d’accordo con te, Alex!
    E quando sono in giro, i corpi, dopo gli scatti, li metto in borsa!

  3. Io sono parzialmente d’accordo con te, ma documentiamo il perchè del parzialmente:
    Sulla protezione dagli urti accidentali sono d’accordo che è molto più utile il paraluce che oltretutto migliora la qualità generale dei risultati fotografici evitando che l’eventuale luce radente raggiunga la lente frontale dell’obiettivo e quindi migliorando il contrasto. Ma non è vero che il paraluce sia una panacea contro tutti i mali e non abbia in taluni casi effetti collaterali indesiderati. Per esempio la maggioranza del paraluce impedisce ai flash integrati d’illuminare la parte bassa dei soggetti fotografati creando una sgradevole ombra sulla foto.
    Un buon filtro protettivo trasparente serve, a parer mio, a proteggere la lente frontale dal brecciolino e dalla sabbia sollevata e sparata ad esempio dalle auto da rally o dalle moto durante le gare di motocross. Non intendo i sassi veri e propri che sfonderebbero il filtro e danneggerebbero anche la lente frontale, ma piuttosto le particelle molto più piccole che tendono a creare un effetto sabbiatrice rovinando inizialmente il trattamento superficiale o poi anche la lente stessa.

    Come tutte le componenti di un’attrezzatura fotografica bisognerebbe conoscerne la funzione e utilità e usarlo solo là ove necessita.
    Quindi sono assolutamente contrario a installare qualsiasi filtro in permanenza sulle ottiche.
    Al momento dell’acquisto andrebbe collaudato con la propria attrezzatura per valutarne eventuali difetti e questo sarebbe buona norma farlo con tutti i nuovi acquisti e non solo coi filtri.

    In ogni caso sono assolutamente da evitare filtri di basso costo che normalmente risultano essere di scarsa qualità.
    Io ormai limito la scelta dei filtri a quelli della fascia professionale di B + W, HOYA e COKIN.
    Della COKIN uso soprattutto il Creative System Pro (P) che mi consente d’usare i filtri neutri e creativi da 10cm su tutte le ottiche del mio parco con conseguente risparmio di spazio e denaro.
    Comunque i miei filtri costano in alcuni casi come un’ottica di fascia bassa e faccio l’esempio del B+W 7MM ND 3.0-1,000X (#110) pagato oltre 150 euro.
    Ma sono del parere che è assolutamente inutile comprare obiettivi professionali pagandoli svariate centinaia d’euro per poi risparmiare sui filtri.

  4. Prima utilizzavo i filtri, sempre. Il tappo? Dopo ogni scatto. I bambini curiosi? Lontani, la mia camera non la riuscivano neanche a notare. Paranoia pura. Poi Antonio mi ha convinto, niente più filtri. ;)

  5. Emiliano, le ditate per me non sono un problema. Con un panno in microfibra ho sempre risolto brillantemente. Comunque la possibilità di staccare il filtro per una pulizia più agevole è sicuramente un punto a suo vantaggio.

  6. Come sempre, un’analisi precisa, seria e ben motivata. Grazie Andrea!

  7. E io che pensavo che il filtro fosse un MUST. Grazie dell’articolo Ale rivedrò la cosa mettendolo o togliendolo a seconda delle situazioni

  8. @Andreadventures: Ottimo commento! Mi piace tua posizione moderata. Io per carattere sono un po’ più netto ma decidere in base alle situazioni è un’alternativa più che valida all’utilizzo, o meno, del filtro.

  9. Sai cos’e', io per lavoro faccio molti matrimoni. Il servizio fotografico lo si scatta a ritmi abbastanza frenetici e ci sono momenti in cui sei avvolto dalla calca, è li che il bimbo agisce… tanto per citare qualche momento topico:
    - L’uscita con il lancio del riso e il bacio…
    - Il Taglio della torta e lo spumante…
    - Le foto con i genitori in casa (spesso le case di oggi sono tutt’altro che enormi)…

    Insomma, spesso non ho tempo di tirare fuori la roba per pulire, mi affido quindi al filtro, che se si sporca lo metto in tasca e continuo a scattare….

    Per la cronaca, io non uso panni in microfibra per le lenti, mi trovo da dio con la LensPen, che ha comunque un’estremità in microfibra…

  10. allora!!!!!!
    non so da dove iniziare …
    ma iniziamo a dire che la qualita di costruzione di una lente varia di molto sia lente obiettivo che lente filtro.
    quindi poniamo il caso di possedere un 500mm f4 non si compra un filtro perche la lente e stata progettata per supportare graffi fino ad una pressione minima non ricordo quande la pressione ……non ricordo il diametro della lente ma sara un 200
    ma su di un obiettivo zoom da 80 euri la lente frontale e un semeplice vetro
    su di un grandangolo e addirittura una speciale lente arrotondata in questi 2 casi ci vuole un buon UV che fa da protezzione esempio stupido ma molto intuittivo la cintura dei pantaloni (la borchia alta puo graffiare)
    ed e sucesso sul tokina 11-16 con uv quindi obiettivo salvo
    e voi mi direte e il paraluce??????
    ma avete mai visto un paraluce per grandangolo se ce avete??????
    il bordo piu alto e 1,7cm per diametro 77mm cosa deve proteggere…..

    concordo con il fotografo matrimonialista non sono per niente d’accordo con Alex perche riscontri sulla qualita non vi sono e vi diro pure il perche?
    poniamo il caso di avere un filtro uv da poki euri fatto di vetro scadente e fragile.
    perche la qualita della foto stabile come se usassimo un filtro da 200 euro?
    semplice si fanno i test in condizione di luce diurna e il vetrino e montato parallelo al sensore della macchina fotografica e lo spessore piu fine e piu rende la qualita simile all’altro…
    quindi per verificare la vera qualita si fanno i test in condizione di luce pessima e con riflessi forti…..
    e la stessa cosa quando si va a scattare nelle vasche dell’acquario no….
    li se non vi mettete in parallelo le foto son tutte deformate e sfocate perche il vetro della vasca vi fa da filtro e quindi il densore sbaglia AF mentre in nostro occhio vede bene…..
    quindi si scatta quando piu vicino al vetro parallelo e mai di traverso o su o giu….
    grazie a prestoooo
    aspetto i test fatti ciao

    (specifico i filtri da 200€ e passa hanno caratteristiche tecniche che rendono la luce in condizione di luce e visibilita scarsa in una luce migliorabbile e perfette e non artefatte per condizioni meteo o di luogo)

    l’unico caso in cui uso gli obiettivi crudi sono la sera per non accentivare il riverbero dei lampioni di strada o luci varie di forte illuminazione…….

    Alex mentre prendi la mira e nel frattempo ti arriva una pallina di tennis proprio centrale al vetro filtrino sicuramente non piangi perche e rotto il filtro e puo danneggiare la lente grontale ma piangi per il dolore all’occhio provocato dal colpo….

  11. Grazie, avete condiviso un punto di vista diverso dal mio che arricchisce senza dubbio questa discussione. Per il mio modo di scattare continuerò a non usare il filtro protettivo, ma è anche vero che non faccio quasi mai matrimoni.

  12. Io segue quello che ha detto Andrea Actic Oreglia.
    Faccio anche fotografia sportiva, specialmente kart e motocross, e nel motocross se ne alza di polvere! Specialmente d’estate. La macchina fotografica si infanga perché la polvere si combina con il sudore delle mani, gli obiettivi si riempono di polvere sia all’interno che all’esterno. Quindi devi tropicalizzare il tutto, Corpo macchina professionale, obiettivo altrettanto e se è uno zoom, deve essere di quelli che le elnti si muovono all’interno in modo che la polvere resti all’esterno, eppoi il filtro davanti. Poi se sei sotto la pioggia…
    Per il resto non uso filtri, per esempio cerimonie e spettacoli. Non mi è mai capitato che qualcuno tipo bambini tocchi la mia reflex, forse ci sto troppo attento! :)

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