Il mio workflow con LR: lo sviluppo

LightroomSiamo finalmente giunti al momento di sviluppare i nostri scatti. Abbiamo visto come importarli e catalogarli adesso vogliamo sviluppare le nostre fotografie. Lightroom ci viene in aiuto mettendo a disposizione un nutrito numero di strumenti per migliorare la produttività. Strumenti di semplice utilizzo ma che possono portare a risultati di livello professionale. Se poi non dovessero bastare quelli messi a disposizione da Lightroom sarà sempre possibile continuare ad utilizzare i nostri strumenti preferiti (Photoshop, Photomatrix, PTGui, eccetera). Grazie a Lightroom sarà possibile passare meno tempo alla scrivania e più tempo con la macchina al collo (o alla cintura!) in giro per il mondo.

Il mio workflow con LightroomQuesto post fa parte della serie Il mio workflow con Lightroom. Leggi anche gli altri post per scoprire come Lightroom ha snellito il mio workflow.
LR3

Il minimo indispensabile

Solitamente cerco di evitare correzioni strutturali alle mie fotografie. Trovo sia più stimolante lavorare al meglio sul campo con la macchina fotografica che ritoccare le foto alla scrivania. Le correzioni che applico sono poche ma inizio sempre con contrasto, saturazione e nitidezza. Per velocizzare questa operazione ho creato un preset che applica dei valori di base da cui parto per poi sviluppare lo scatto. Questi sono i valori da cui parto:

Download standard preset

Download
Standard Preset

(info per l’installazione)

  • Luminosità: +15
  • Contrasto: +30
  • Vividezza: +10
  • Curva: Lineare
  • Nitidezza fattore: 30
  • Nitidezza Raggio: 0,7
  • Nitidezza Dettagli: 30
  • Nitidezza Mascheratura: 20
  • NR – Luminanza 20
  • NR – Colori 20

I valori sono modesti per potersi adattare alla maggior parte delle fotografie. Rappresentano una base di partenza su cui lavoro per ottenere un buon risultato finale.

Successivamente valuto il da farsi in base al tipo di foto che sto sviluppando e al risultato che intendo ottenere. Se sto lavorando su foto ricordo o di reportage che quindi non necessitano di particolari elaborazioni, cerco di mantenere tutto il workflow all’interno di Lightroom. Diversamente se sto lavorando su fotografie che richiedono una maggiore attenzione nei dettagli mi affido alla precisione degli strumenti di Photoshop concentrandomi su poche foto.

Una piccola nota sullo standard preset che potete scaricare qui sopra: nasce per coprire le mie specifiche esigenze. Lo condivido per dare un’idea di come ho impostato il mio metodo di lavoro ed è possibile che richieda qualche modifica per essere adattato alle singole esigenze.

Tutto con LR

Lightroom può gestire l’intero workflow fotografico senza l’uso di altri programmi. Basta dare uno sguardo agli strumenti del modulo Sviluppo per rendersi conto che c’è praticamente tutto il necessario per sviluppare una fotografia in maniera abbastanza completa. In realtà mancherebbe giusto uno strumento per correggere le distorsioni ottiche, ma è appena stato inserito in Lightroom 3, rilasciato il 9 giugno.

Nel mio workflow utilizzo quasi tutti gli strumenti messi a disposizione da Lightroom. Quasi mai tutti insieme su una sola foto ma è bene conoscere le potenzialità di ognuno per poter scegliere consapevolmente.

Istogramma e regolazioni di base

Scattando in RAW, spesso utilizzando la tecnica dell’esposizione a destra, la regolazione dell’istogramma è quasi un passaggio obbligato nel mio workflow. Agendo direttamente sull’istogramma cerco di ottenerne una versione che copra tutta la latitudine. Trascinando le sezioni sensibili faccio in modo che l’area dell’istogramma arrivi fino ai bordi sinistro e destro del grafico. Successivamente agisco su Contrasto e Brillantezza. Se occorre ritocco ancora l’istogramma per evitare che esca dai bordi (clipping). Raramente uso il cursore dell’Esposizione o delle Luci di schiarita (Fill light). Questi due comandi spesso causano un aumento del rumore e la creazione di artefatti sgradevoli. Quando occorre li uso con molta parsimonia cercando di mantenermi su valori molto bassi. Viceversa agisco spesso sui Neri (Blacks) e sul Recupero delle alte luci (Recovery), anche con valori marcati vicino al fondoscala.

Nei controlli sotto l’etichetta Presenza uso molto lo slider della Chiarezza (Clarity). Aumenta il contrasto dei mezzi toni e solitamente lo uso su valori compresi tra il 20 e 80. Occorre prestare un po’ di attenzione alla formazione di aloni nelle zone di transizione. A volte lo uso con valori negativi per donare morbidezza allo scatto. La Vividezza (traduzione aberrante per l’inglese Vibrance!) la regolo su valori bassi, tra 5 e 30, mentre la Saturazione non la uso quasi mai preferendo il controllo più fine dello strumento dedicato (vedi Tonalità – Saturazione – Luminanza più in sotto).

Selettore bilanciamento del bianco

Rapidissimo per correggere le dominanti introdotte da un bilanciamento errato. Occorre cliccare con il contagocce su una zona neutra (grigio al 18% o per lo meno molto vicino ad esso) e non bianca come spesso accade. Per facilitare il compito esistono dei pannelli pieghevoli che hanno una faccia grigia al 18%. Si possono sia utilizzare per pre-bilanciare la macchina sul campo se ne avete la possibilità oppure è possibile fotografarli per poi correggere con questo strumento il bilanciamento in post produzione.

Curva

Strumento fondamentale per regolare il contrasto di una foto. Se viene usato con lo strumento Regolazione destinazione (Targeted adjustment), ovvero il pallino in alto a sinistra vicino al grafico della curva, questo strumento risulta facile ed immediato. Basta cliccare sull’area della foto su cui intendete applicare il contrasto e trascinare in alto per schiarire e in basso per scurire.

Tonalità – Saturazione – Luminanza

Anche nella regolazione di questi parametri esiste la stessa modalità di regolazione presente nella Curva. Grazie alla rapidità e precisione di selezione del canale su cui agire, cliccando direttamente sulla foto, questo strumento fa risparmiare molto tempo. Di solito lo uso per aumentare selettivamente la saturazione dei toni caldi di un tramonto lasciando inalterati i toni freddi del cielo oppure per creare dei viraggi più caldi o più freddi usando la regolazione della tonalità.

Divisione toni

Serve principalmente a creare viraggi bilanciando le zone chiare o scure della fotografia agendo sulla saturazione delle tonalità applicate. Non lo uso molto perché trovo che i risultati non siano eccellenti. Devo ancora sperimentare con Lr 3 se hanno migliorato qualcosa su questo strumento ma per ora l’ho un po’ accantonato.

[AGGIORNAMENTO] Ho sperimentato con più pazienza questo strumento e mi devo ricredere. È davvero utile per creare viraggi creativi. Con pochi intuitivi passaggi è facilissimo creare delle foto dall’aspetto vintage oppure viraggi su tonalità particolari. Vale sicuramente la pena di sperimentare un po’ con esso per prendere familiarità con i controlli.

Dettagli

La nitidezza è un parametro fondamentale nella fotografia, soprattutto in alcuni generi. Occorre prestare attenzione a non esagerare pena la creazione di aloni e altri artefatti. Solitamente uso valori che ricadono nei range seguenti, a meno di non trovarmi per le mani scatti molto particolari:

  • Fattore 50-90
  • Raggio 0,6-1,2
  • Dettagli 20-60
  • Mascheratura 0-20

Per la riduzione del rumore digitale generalmente uso valori molto blandi perché lo strumento di Lr2 non mi piace molto. Con Lr3 le cose sono sicuramente cambiate in meglio, pertanto credo che adatterò il mio workflow al nuovo strumento. Fino ad oggi per casi critici o risultati più precisi mi sono affidato a plugin di terze parti come Dfine della Nik Software o il più famoso Noise Ninja della PictureCode.

Discorso analogo per le aberrazioni. Fino ad oggi c’erano strumenti migliori con Lr3 probabilmente rivedrò questo aspetto del mio workflow. Fortunatamente investendo in lenti di buona qualità e scattando in maniera opportuna la maggior parte delle aberrazioni cromatiche possono essere tenute entro livelli accettabili.

Vignettature

Avendo investito in obiettivi di qualità quasi tutte le mie ottiche producono vignettature poco marcate. Questo strumento lo uso più per aggiungere questo “difetto” molto caratterizzante ad alcuni scatti che per eliminare la caduta di luminosità ai bordi.

Calibrazione fotocamera

Per questa funzionalità occorrerebbe un articolo a sé e forse arriverà presto. Per ora mi limito a dire che uso poco questa impostazione.

Quando Lightroom non basta

Talvolta per volontà o necessità preferisco lavorare con Photoshop. Il controllo sull’immagine che Photoshop mette a disposizione è impareggiabile anche se più oneroso. Ci sono comunque situazioni in cui reputo Photoshop indispensabile . Ad esempio quando occorre effettuare mascherature complesse oppure eliminare particolari indesiderati dalla scena. Se mi ritrovo in questa condizione solitamente preferisco partire da zero o quasi. Quindi azzero tutte le modifiche fatte con Lightroom e apro il file in Photoshop (CTRL+E) facendo in modo che venga creata una copia impilata (stacked) con l’originale. L’unica impostazione che preferisco fare sempre con Lightroom è la correzione del bilanciamento del bianco. Trovo sia più comoda e immediata con Lr. Una volta elaborata la foto in Ps mi ritrovo nel catalogo la versione originale non modificata e la versione sviluppata impilate (stacked). Se volessi ancora modificare qualcosa nella foto sviluppata, preferisco aprire nuovamente il file in Ps. Sebbene Lightroom permetta di modificare anche i file PSD preferisco evitare per non mischiare i due strumenti.

I  preset

Un ultimo cenno lo devo certamente ai preset. Come ho già detto all’inizio, ne uso uno molto banale per applicare le regolazioni di base. Sarebbe un utilizzo troppo limitato per una funzionalità così utile e interessante. Infatti a volte uso dei preset specifici per creare delle versioni particolari di alcuni scatti. Quasi mai applico il preset senza ulteriori modifiche. Ogni scatto ha il suo carattere e quindi il preset va necessariamente adattato. La mia collezione di preset ne include quasi un centinaio. Quasi tutti producono effetti molto particolari: dragan, posterizzazione, cross processing, viraggi e via dicendo. Sono un modo decisamente rapido per crearsi uno stile caratteristico. Una sola considerazione mi viene da fare: i preset trovati in rete sono a disposizione di tutti, pertanto basarsi su di essi per caratterizzare il proprio stile mi sembra un po’ bizzarro! A buon intenditore poche parole.

Questo è il mio modo di gestire la post produzione con Lightroom. Sicuramente è un workflow in continua evoluzione considerando che escono continuamente nuovi strumenti. Per ora mi trovo bene con questa impostazione ma in futuro certamente modificherò qualche passaggio.

E voi come usate Lightroom nel vostro workflow?

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27 commenti

  1. Se non predisponi una zona neutra, ad esempio usando i numerosi cartoncini economici o il più costoso X-Rite Colochecker Passport, su cui cliccare con il contagocce difficilmente troverai la zona adatta. Credo sia questa la principale causa delle dominanti di cui parli. Il contagocce è nato per essere usato in combinazione con i cartoncini, qualsiasi altro uso è un’approssimazione: può andare bene può andar male :D

  2. Trovo che ci sia un errore sul modo di operare per quanto riguarda la maschera di contrasto o per lo meno lo trovo poco efficiente. A mio modo di vedere la maschera di contrasto va usata solo dopo aver definito la dimensione di stampa/visualizzazione. Applicare la mdc ad una immagine da 12mpx eppoi magari esportarla ad 800×600 per un sito web non ha effetti perchè la mdc crea un “microcontrasto” di pochi pixel che poi verrebbe annullato dal ridimensionamento dell’immagine.
    Per questo lo trovo inutile mettere in un preset a meno di non usare il preset dopo aver già ridimensionato l’immagine. Questo anche perchè il 99% delle volte una foto viene postata su un social/forum/blog solo a formati “ridotti”.
    Anche se viene stampata bisognerebbe comunque ragionarci sopra perche una mdc su una foto stampata 10×15 ha altro effetto che sulla stessa foto stampata A3.
    Per il resto complimenti per il sito veramente ben fatto.

  3. Grazie per i complimenti, per quanto riguarda lo sharpening sono parzialmente d’accordo. In linea di massima hai ragione ma con un distinguo di fondo. Esiste una distinzione tra lo sharpening di input e di output. Mentre il primo serve a recuperare la nitidezza sottratta in buona parte dal filtro anti aliasing e da altri fattori (obiettivi in primis), il secondo è quello che hai considerato tu, ovvero il recupero della nitidezza che andrebbe persa con il ridimensionamento o con la pubblicazione su un medium come la carta fotografica.

    Lo sharpening di input, che è quello di cui si occupa LR nel modulo sviluppo, viene applicato a prescindere dall’utilizzo che si farà dell’immagine. Lo sharpening di output in LR viene gestito (in maniera grossolana, per certi utilizzi) durante l’esportazione ed è dipendente da dimensione e supporto su cui viene pubblicata.

    PS: personalmente il 90% delle foto lavorate con LR viene usata a piena risoluzione per essere pubblicata su iStock.

  4. Si, ho infatti dimenticato di scrivere che il filtro in output di LR è talmente grezzo che non lo uso mai, trovo difficile vederne gli effetti, quello invece in sviluppo è l’unico che ha effetti visibili e modificabili a piacere, con l’accortezza però di lavorare con una immagine che si trova già alle dimensioni finali di stampa/pubblicazione. Per questo io esporto la foto a dimensione voluta e la reimporto immediatamente nel catalogo per effettuare la mdc a dimensione dell’immagine finale, per poi esportarla nuovamente.

  5. Lo sharpening dell’export è grezzo (hai solo 3 livelli di regolazioni per tre tipi di output) ma a volte lo trovo pure troppo esagerato. Sarà questione di gusti :D

    Reimportando i JPEG però crei duplicati dell’immagine originale e il catalogo cresce parecchio. Io preferisco mantenere solo l’originale e generare secondo necessità un export a seconda del tipo di medium su cui devo pubblicare. Al limite se voglio fare un lavoro di fino, da LR esporto in PS, lavoro l’immagine (ridimensiono, sharpening di output, ecc) e poi esporto il JPEG dal PSD eventualmente usando LR o direttamente da PS.

    Ci sono tanti modi per arrivare ad un risultato, è il bello di LR e della sua flessibilità

  6. Complimenti per il blog.

    Consigli sul nuovo workflow di sviluppo per LR5? In precedenza mi ero trovato molto bene con i tuoi parametri base ma ora LR 5 funziona in maniera diversa da LR3…

    Grazie

  7. Penso sia ormai arrivato il momento di rivedere questa serie di post. Con Lightroom 5 e qualche anno di esperienza in più ci sono diversi aggiustamenti da fare. Prossimamente scriverò su questo tema.Stay tuned

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