Il mio workflow con LR: l’importazione

LightroomL’approccio alla gestione del proprio workflow fotografico con Lightroom talvolta incontra difficoltà a causa di un’errata comprensione di cos’è e cosa può fare il prodotto. Credo che per spiegare a cosa serve Lightroom e come se ne può trarre vantaggio, un buon metodo sia raccontare com’è il mio workflow. Siccome lo uso da diverso tempo e mi trovo molto bene penso di essere un buon banco di prova per raccontare come Lightroom ha reso la gestione del mio workflow semplice e veloce.

Il mio workflow con LightroomQuesto post fa parte della serie Il mio workflow con Lightroom. Leggi anche gli altri post per scoprire come Lightroom ha snellito il mio workflow.
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Spesso Lightroom viene utilizzato in maniera errata  e genera un senso di frustrazione che porta ad abbandonarne l’utilizzo e a bollarlo come un software inutile a chi usa già Photoshop. In realtà come avevo già scritto in un post precedente, Lightroom deve essere innanzi tutto compreso poiché essendo un’applicazione che gestisce l’intero workflow fotografico è molto articolato. Diversamente da Photoshop il cui primo utilizzo è senza dubbio più intuitivo (arpo, modifico, salvo), Lightroom necessita di un piccolo sforzo iniziale per  capirne le potenzialità e i concetti chiave in modo da far leva su questi ultimi per esaltarne i numerosi pregi.

Come abbiamo detto Lightroom è un software di gestione del workflow fotografico molto articolato, ciò nonostante gli sforzi fatti da Adobe hanno permesso di mantenere l’interfaccia di gestione decisamente intuitiva. Nella parte superiore è presente una linguetta che riporta nella parte destra le sezioni (moduli) disponibili in Lightroom.

Moduli

 

Da sinistra verso destra si incontra il modulo Library (Libreria) che è il punto di partenza del workflow. Da qui si importano, si selezionano e si catalogano i propri scatti. Proseguendo si passa al modulo Develop (Sviluppo) che permette di effettuare tutte le principali regolazioni necessarie ad uno scatto. Infine si passa ai moduli di pubblicazione che sono Slideshow (Presentazione) per creare presentazioni in PDF o su proprio PC/Mac, Print (Stampa) per stampare con una stampante locale o per impaginare gli scatti da inviare ad un service esterno e infine Web per creare con pochi comandi delle fantastiche presentazioni (gallery) HTML o Flash da pubblicare sul proprio sito web.

I nuovi utenti  incontrano la maggior parte delle difficoltà nel modulo Library poiché impone una modalità di lavoro diversa rispetto ai workflow basati sui visualizzatori di immagini (ad esempio Bridge o ACDSee). Essendo il modulo fondamentale per effettuare qualsiasi altra operazione rischia di divenire il punto di rottura tra LR e gli utilizzatori.

Il catalog e l’importazione

In Lightroom prima di poter fare qualsiasi cosa con le nostre foto occorre importarle nel catalog. Il catalog è una specie di elenco del telefono dei nostri scatti. In esso sono contenute tutte le informazioni per trovare una fotografia gestita con LR ma non contiene fisicamente la foto stessa. Tra queste informazioni ci sono il link alla directory in cui è possibile reperire il file originale, le keyword che le abbiamo assegnato, le collection di cui fa parte e via dicendo. In poche parole il catalog contiene i metadati di ogni scatto. Per rendere compatibile LR con altri software come ad esempio Photoshop o Bridge, alcuni metadati vengono salvati anche nel file originale o in un file con lo stesso nome dello scatto (file sidecar con estensione xmp) se si tratta di file raw.

Per importare gli scatti nel catalogo ci sono diversi modi. Il più immediato è premere il tasto import in basso a destra. Dopo aver selezionato la fonte da cui importare le foto apparirà la finestra seguente

Import Dialog

 

In questa finestra è possibile decidere come importare le immagini, ovvero se copiarle, spostarle o semplicemente aggiungerle al catalog senza toccare il file. Questo è un punto cruciale su cui molti fanno confusione. Se è la prima volta che usate LR e avete già un archivio molto probabilmente quel che vorrete fare sarà semplicemente aggiungere le foto al catalogo senza muoverle dalla loro posizione attuale. Se invece non avete un archivio o se state aggiungendo delle nuove fotografie appena scattate invece vorrete copiare le foto in una nuova posizione (il vostro hard disk) e aggiungerle al catalogo. Il tipo di errore più comune è scegliere la modalità di importazione errata il che porta alla duplicazione delle foto o alla perdita dei metadati ad esse associati. Le altre impostazioni della finestra sono abbastanza intuitive. Permettono di rinominare gli scatti, ad esempio con un progressivo, oppure permettono di assegnargli delle keyword e via dicendo.

È importante sottolineare per quanti usano il formato DNG (Digital Negative) che in questa fase è anche possibile trasformare automaticamente i raw in file DNG.

Solitamente mi limito ad importare le foto in un’unica folder suddividendole in sottocartelle per anno/mese/giorno (ad esempio C:\Foto\2010\05 – maggio\04-05-2010). Mantengo il filename originale anche se un giorno rinominerò i nuovi scatti con un progressivo. Inoltre aggiungo ai dati EXIF le info sul copyright e sull’autore (nome, sito web e poco altro) e faccio generare a LR le preview in formato standard per poter sfogliare le immagini più rapidamente.

ImportAlcuni durante l’importazione rinominano i file, LR mette a disposizione alcuni preset davvero utili specie se il nuovo nome include un progressivo numerico da incrementare ogni volta: LR lo fa in automatico. Se poi non dovessero bastarvi i preset preimpostati potrete sempre crearne uno personalizzato in base alla vostre esigenze combinando dati EXIF, progressivi e altre informazioni. Discorso analogo per lo sviluppo, personalmente non uso nessun preset perché preferisco valutare i raw uno per uno quando sono ancora grezzi ma a potrebbe essere interessante creare un preset minimale (un po’ di contrasto e un minimo di saturazione) per rendere gli scatti un po’ meno piatti. Selezionando questo preset alla voce Develop settings tutti gli scatti importati verranno sviluppati con queste impostazioni.

Quel che trovo assolutamente fantastico di LR è che una volta impostati questi parametri verranno riproposti quando ripeterete l’operazione di importazione le volte successive. Una volta impostate le modalità di importazione la prima volta, le volte successive sarà possibile scaricare una scheda di memoria con 3 clic. Un altro punto a favore di LR sono i preset praticamente onnipresenti in ogni funzione importante, a cominciare proprio dallo sviluppo . Aiutano a velocizzare moltissimo il grosso del lavoro lasciandoci solo l’onere di rifinire il lavoro manualmente per i casi che lo richiedono.

Conclusioni

Il passo più importante di tutto il workflow di sviluppo è terminato. Abbiamo le fotografie ordinate sull’hard disk, sono state rinominate secondo le nostre convenzioni, hanno già tutte le informazioni sul copyright e quelle sull’autore nei propri dati EXIF e gli abbiamo persino applicato un primo generico sviluppo. Tutto questo in pochi clic. È questo che fa di Lightroom il coltellino svizzero del fotografo. Nel prossimo articolo vedremo cosa possiamo fare una volta che abbiamo importato le foto nel catalog sempre rimanendo nel modulo Library. Stay tuned!

Diversi amici mi hanno chiesto se era possibile avere il preset standard che utilizzo durante l’importazione. Lo metto volentieri a disposizione per coloro che vogliano vedere che settaggi utilizzo. Questo preset nasce per coprire le mie esigenze e potrebbe non essere altrettanto valido per le vostre. Lo condivido solo per dare un’idea di come lavoro e per valutare questo tipo di approccio. Probabilmente richiederà qualche modifica per essere adattato alle vostre esigenze e alla vostra macchina fotografica. Scarica il mio standard preset. Per installarlo potete seguire le istruzioni che trovate sul post Come installare i preset di Lightroom.

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14 commenti

  1. grande blog.
    Ma che differenza c’è tra raw e dng?

  2. Grazie per l’apprezzamento.
    I due formati sono entrambi raw, la differenza principale tra i due è che le specifiche dei raw sono di proprietà dei rispettivi produttori (Nikon per i NEF, Canon per CR2, e via dicendo) mentre il DNG è un formato aperto. Sottolineo che è solo un formato Open ma comunque di proprietà di Adobe. Questo comporta ad esempio che se vuoi sviluppare un NEF e ritrovarti sul PC la stessa immagine che vedevi sul display della tua macchina gli unici software che lo fanno sono quelli proprietari Nikon. Quel che sta cercando di fare Adobe con il DNG è mettere un po’ d’ordine tra i formati grezzi (raw) per evitarsi l’onere di dover aggiornare ACR tutte le volte che esce una nuova macchina foto. Attualmente le uniche macchine che conosco che memorizzano direttamente in DNG sono le Sigma. Altre info le puoi trovare qui http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_Negative_%28file_format%29

    Mi sa che prossimamente ci farò un articolo sul formato DNG e sul perchè secondo me non vale la pena usarlo fintanto che le macchine non memorizzeranno direttamente in quel formato.

  3. ciao Alessandro mi chiamo Massimiliano complimenti innanzitutto per il tuo blog,benfatto ed esaustivo.
    Volevo farti una domanda riguardo il tuo modo operandis con Lightroom:come ti comporti con i cataloghi?
    Mi spiego meglio,io di solito uso catalogare i miei scatti in cartelle per anno e mese,secondo te devo creare i cataloghi per anno oppure un catalogo che comprenda tutti gli anni?oppure creare cataloghi diversamente da come appena descritto?
    Grazie per la tua eventuale risposta :-)
    Continuero’ a seguirti…..

    Massimiliano

  4. Grazie, Massimiliano, per i complimenti. Per quanto riguarda i cataloghi io ne ho uno solo in cui ci sono le foto di diversi anni. C’é anche da dire che sono abbastanza selettivo con i miei scatti e quindi non ne tengo molti. Inoltre particolari tipi di foto le ho tenute separate (quelle delle partite di hockey). Non confondere il luogo in cui hai messo i tuoi scatti con i cataloghi. Sono due cose distinte che ti permettono di avere un buon grado di libertà. Come consiglio ti direi di fare cataloghi con non più di 20.000 scatti, quindi uno per ogni anno potrebbe andare piú che bene.

  5. Ciao, anch’io utilizzo lightroom come software principale per le mie foto.
    Volevo un tuo suggerimento.
    Ho deciso di utilizzare più cataloghi, distinti, diciamo, per argomento, tipo:
    - personale, con foto mie o cmq foto che sono al di fuori del lavoro,
    - sportive, con foto principalmente di kart o motocross,
    - eventi all’aperto, tipo saggi o manifestazioni,
    - eventi al chiuso, tipo cerimonie varie.
    A parte il primo catalogo, il resto mi serve per lavoro. Dato che uso 2 pc per questo, ogni volta devo caricare tutte le foto su i due pc e non mi devo dimenticare di riportarmi pure il catalogo, un lavoro che mi prende tempo.
    Io uso principalmente nef con xmp (ho attivato la generazione automatica), quindi quando copio le foto che ho sviluppato in un pc, mi copio pure i file xmp e mi ritrovo lo sviluppo sull’altro pc.
    Per tutto questo, c’è qualche alternativa? Che suggerimenti puoi darmi? Sbaglio metodo?
    Grazie, ciao.

  6. Ottima la suddivisione del tuo portfolio in cataloghi separati suddivisi per argomento. Tempo fa feci la stessa cosa per le fotografie di hockey e non me ne pentii.

    Il metodo che adotti è corretto ma potrebbe essere ottimizzato utilizzando un HD esterno come archivio per i file NEF. Sostanzialmente nulla cambia rispetto a quanto già stai facendo, solo che le fotografie le metterei su un HD esterno invece che tenerle sincronizzate con il due PC (casa e lavoro). In questa maniera quando passi da un PC all’altro non devi far altro che copiarti il catalogo (obbligatorio) e spostare l’HD con le foto sull’altro PC. Se vuoi approfondire o sono stato poco chiaro scrivimi pure

  7. Grazie per il consiglio.
    Molti altri fotografi mi hanno consigliato questa alternativa, che ho deciso di non seguire. Infatti da tecnico informatico che sono ti posso dire che è la soluzione più sbagliata da intrapendere, tranne se non si fa un backup su altro hard disk. Cioé un hard disk in generale prima o poi si rompe, quelli esterni durano ancora meno e sono sottoposti più a urti e/o temperature elevate. Se cmq si fa un backup regolare delle foto anche altrove, allora già è differente, ma a questo punto torniamo alla mia soluzione, se devo fare un backup, a questo punto tengo le foto nei 2 pc e sono tranquillo.
    Invece, mi sembrava che lightroom consentiva qualcosa di differente, per esempio, mi interesserebbe un comando che mi consentisse di trasferire il catalogo e le foto (sia raw che xmp) su altra memoria (hard disk in rete, pendrive, …) contemporeanamente o qualcosa che cmq consentirebbe una sincronizzazione, tipo come tra pc e un smartphone (esempio: iphone).

  8. Quel che dici sulla perdita dei dati è assolutamente vero! Il backup è sempre necessario e a tal proposito sto lavorando ad un articolo di prossima pubblicazione. Sono sicuro che da buon informatico avrai già una strategia di backup che non si basa esclusivamente sulla copia su due soli supporti.

    Con il tuo ultimo commento ho messo meglio a fuoco la tua domanda iniziale. Esiste un modo per spostare insieme Catalog e fotografie ma non per sincronizzare (o meglio copiare solo i file modificati).
    Dal modulo Libreria tenendo premuto il tasto ALT clicca sul pulsante Esporta Catalogo oppure dal menu File seleziona la voce Esporta come Catalogo. Nella finestra di dialogo seleziona il percorso dove copiare il catalogo e spunta la casellina “Esporta file negativi”. Nel percorso specificato LR creerà un catalogo con il nome che hai scelto e copierà tutte le foto del catalogo usando lo stesso albero di cartelle.

  9. Complimenti per il blog e per il modo molto chiaro ed esaustivo con il quale spieghi i vari argomenti! Speravo di trovare qualcuno in rete che mi sciogliesse qualche dubbio su LR e sui cataloghi… a quanto pare l’ho trovato!

    Grazie per quello che fai!

  10. Grazie a te per le belle parole. Sono un costante stimolo a proseguire su questa strada.

    A presto!

  11. Ottimo blog, sto passando solo ora a lightroom per semplificare il mio workflow e nel tuo blog sto trovando davvero tante informazioni utili e tips. Complimenti per il lavoro.

    Ho un dubbio, probabilmente sciocco, ma in questi giorni sto facendo una full immersion in lr e faccio ancora un po’ di confusione: conservo i miei files su due hard disk esterni, dal momento che il contenuto delle cartelle è identico, posso utilizzare lo stesso file di catalogo per gestirli (parole chiave, raccolte, etc…)? Nel dubbio per ora ho lavorato utilizzando sempre lo stesso hard disk, se questo però si rompesse sarebbe davvero un peccato perdere il lavoro di archiviazione e catalogazione!!!

    Grazie, ciao!

  12. Per evitare confusione sarebbe meglio usare sempre lo stesso hard disk come copia online e l’altro come backup. Un po’ come stai facendo ora. LR salva nel catalog tutte li impostazioni che applichi ad una foto, comprese le info di archiviazione (collection, keyword, ecc). Se hai impostato anche l’opzione per salvare questi dati nei file sidecar XMP (la trovi nel menu edit\catalog preference\tab metadata e si chiama “Automatically write changes into XMP), usare due HD ti potrebbe creare delle inconsistenze.

    In pratica se apri una foto sull’HD1, chiudi e poi riapri collegando l’HD2, LR ti potrebbe chiedere quali info usare: quelle del catalogo (aggiornate) o quelle del file su HD2 (vecchie) creando confusione.

    Usa il secondo HD come backup del primo, ho scritto un paio di post a riguardo (post, post), e non dimenticare di fare i backup anche del file di catalogo di LR (post).

    Spero ti sia utile e grazie per i complimenti!

  13. Sei stato molto gentile ed esauriente; letti tutti i post che mi hai indicato, escludendo il cloud che rappresenta una soluzione valida ma costosa per chi ha elevate quantità di file da salvare, opto per l’utilizzazione del secondo hd per il backup, ivi compreso il file di catalogo! Grazie Alessandro!

  14. Sul cloud ci tornerò a breve. Dopo l’innamoramento iniziale mi sono raffreddato un po’ per svariate ragioni. La soluzione basata su HD esterni è a tutt’oggi forse la più economica e flessibile quindi alla portata di chiunque.

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