Il mio workflow con LR: la catalogazione

LightroomProseguendo nell’esplorazione del mio workflow con Lightroom, abbiamo finalmente superato il primo passo per gestire le nostre fotografie. Ora che sono a disposizione nel nostro catalog vorremo selezionare gli scatti importati, magari potendo valutare il singolo fotogramma anche da un punto di vista non prettamente estetico e probabilmente vorremo catalogare gli scatti per poterli ritrovare in un secondo momento. Tutte queste operazioni sarà possibile compierle all’interno del modulo Library di Lightroom.

Il mio workflow con LightroomQuesto post fa parte della serie Il mio workflow con Lightroom. Leggi anche gli altri post per scoprire come Lightroom ha snellito il mio workflow.
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La prima scrematura

LibraryLa prima operazione che compio dopo aver importato una scheda di memoria è quella di dividere gli scatti che intendo tenere da quelli che sono palesemente da buttare. Solitamente tengo da un 50% ad un 70% delle foto che ho scattato. La restante parte o sono prove per valutare le condizioni di luce oppure sono fotografie sbagliate (mosse, sfocate, ecc). Gli sviluppatori di Lightroom hanno senza dubbio lavorato molto per creare un’interfaccia che sia rapida e al tempo stesso comoda per selezionare anche un gran numero di fotografie. Durante la selezione uso moltissimo gli shortcut da tastiera (scorciatoie) che permettono di effettuare quasi qualsiasi azione con la tastiera; uso il mouse quasi esclusivamente per zoommare. Usando le frecce e il tasto X (Reject) faccio un primo rapido giro di tutte le fotografie importate per scremare quelle che palesemente non potranno essermi utili. Solitamente combino agli shortcut la funzione di Auto Advance (tasto CAPS LOCK) che permette l’avanzamento automatico alla foto successiva una volta che è stato applicato un flag. L’unione dei flag, degli shortcut e della funzione di Auto Advance mi permette di scremare più 300 fotografie in meno di 10 minuti! Al termine di questa operazione le foto marcate con il flag Reject sono di nessuna utilità e pertanto le cancello fisicamente dall’hard disk utilizzando il comando Photo\Delete Rejected Photos… (CTRL+BACKSPACE).

Un altro metodo equivalente per scremare i propri scatti è di usare il flag Pick per selezionare solo gli scatti che si intende tenere per poi usare il comando Library\Refine photos per segnare tutti gli scatti non flaggati come Rejected. Infine si procede come sopra all’eliminazione delle foto Rejected con il comando Photo\Delete Rejected Photos… (CTRL+BACKSPACE). I due metodi sono complementari: il primo lavora sulla selezione delle foto da buttare il secondo su quelle da tenere. Io mi trovo meglio con il primo descritto.

La possibilità di scegliere è decisamente utile per mantenere la massima libertà nel proprio workflow, in fondo non è detto che il mio workflow sia comodo per tutti.

La selezione

La qualità delle foto rimaste a questo punto non è ancora totalmente soddisfacente, ma per lo meno ho tolto di mezzo tutte quelle fotografie inutili che occupano solo spazio. Il passo successivo consiste nell’attribuire ad ogni foto un punteggio da 1 a 5 in base alla qualità. Anche questa volta Lightroom ci mette a  disposizione uno strumento molto pratico: il rating (stelline). Premendo i tasti numerici da 1 a 5 (oppure lo zero per azzerare) è possibile assegnare un conseguente numero di stelline alla foto. Le foto che ritengo quasi perfette avranno 5 stelle mentre quelle appena passabili avranno 1 stella. Anche qui come per i flag la funzione di Auto Advance e utilizzabile e permette di velocizzare molto l’operazione.

Questa operazione la svolgo abbastanza a cuor leggero poiché differentemente dalla prima scrematura, al termine di questa selezione non butterò via alcuno scatto. Sono abbastanza conservativo e penso sempre che un domani rivedendo i miei scatti potrei rivalutare una foto (è già successo). In ogni caso visto il costo attuale dei supporti di memoria tendo a tenere un numero di scatti leggermente superiore a quelli realmente utili.

Dando per scontato che in questa fase sto visualizzando solo foto il cui soggetto ha suscitato un qualche interesse, per pesare la qualità di uno scatto prendo in considerazione diversi fattori.

La composizione

Crop ToolA seconda del tipo di soggetto valuto come l’ho inserito nella scena. In base al messaggio che volevo trasmettere valuto se la composizione è valida per esprimerlo compiutamente. Per effettuare questa valutazione spesso applico le regole di composizione che abbiamo visto in passato ma mi affido anche al mio gusto personale. Con alcuni soggetti, specie quelli di tipo architettonico, noto che le regole di composizione danno risultati migliori quando applicate rigorosamente, per questo mi avvalgo del Crop tool del modulo Develop (tasto R) che permette di visualizzare diverse delle linee guida (tasto O per cambiare tipo di linea guida e SHIFT-O per cambiarne l’orientamento).

L’istogramma

HistogramL’istogramma è uno strumento a cui mi affido spesso per valutare la bontà di una foto. Sapendo leggere questo utilissimo grafico è possibile determinare se l’esposizione è corretta e soprattutto se in fase di scatto è stato raccolto il maggior numero di informazioni possibili. Per spiegare l’uso dell’istogramma sarebbe necessaria una digressione che in questo articolo non è il caso di introdurre. Rimando ad un articolo futuro una spiegazione dettagliata e per ora mi limito a dire che quando possibile cerco di esporre a destra dell’istogramma senza bruciare le alte luci, per avere il maggior numero di informazioni possibili.

I dettagli

Altro parametro che ritengo importante è il dettaglio catturato dal sensore. Per valutarlo bene visualizzo le aree a fuoco dove è presente il soggetto ingrandite al 100% (tasto Z oppure la SPACE BAR). In questo modo posso controllare sia il dettagli minuti che il rumore. Preferisco avere foto con un maggiore dettaglio anche se un po’ più rumorose. Le tecnologie attuali permettono di contenere quest’ultimo in maniera assolutamente valida.

Durante la selezione uso tre comode modalità di visualizzazione messe a disposizione da Lightroom: Loupe view, Survey view e Compare view.

Loupe view

È semplicemente la visualizzazione di un singolo fotogramma per volta. Utile per un primo colpo d’occhio all’immagine. Si attiva premendo il tasto E.

Survey view

SurveyQuesta visualizzazione permette di visualizzare in un unica schermata tutte le foto selezionate. È molto comoda per valutare foto dello stesso soggetto con composizioni diverse. Per essere sfruttata al meglio richiede monitor ampi. È possibile spostarsi con le frecce tra le foto per impostare i flag o applicare un rating. Si attiva selezionando due o più foto e premendo il tasto N.

Compare view

ComparePermette di visualizzare 2 foto per volta sincronizzandone lo zoom, è eccellente per valutare due scatti molto simili. In questo modo è possibile valutare la stessa porzione di immagine ingrandita al 100%. Fantastica per individuare le foto con difetti di micro mosso o dettagli scadenti. Si attiva selezionando due scatti e premendo il tasto C.

Per nascondere le linguette di Lightroom che rubano spazio alla foto uso i tasti F5, F6, F7 e F8 che nascondono rispettivamente le linguette superiore, inferiore, laterale sinistra e destra. Meglio ancora uso le combinazioni TAB e SHIFT+TAB per far sparire le linguette laterali o tutte le linguette in un solo colpo. Inoltre per sfruttare tutta l’area del vostro monitor potete premere il tasto F e lavorare a schermo pieno.

La catalogazione

MetadataL’ultima operazione che compio nel modulo library è la catalogazione ovvero applico una serie di metadati (principalmente le keywords) alle immagini selezionate in modo da facilitare la ricerca in un secondo momento usando gli strumenti di Lightroom.

Questa attività nasconde in sé una vera e propria scienza: la tassonomia. Uno degli errori più frequenti è creare degli alberi di keyword troppo dettagliati o ridondanti rendendo la catalogazione di per se inefficace e tremendamente lunga. Inoltre i dati EXIF contengono già alcune informazioni utili per catalogare una fotografia. Ormai tutte le macchine digitali impostano già la data e l’ora di scatto oltre alle impostazioni di scatto (almeno tempi, diaframmi, ISO). Molte macchine memorizzano l’orientamento della la foto (portrait o landscape).

Personalmente mi sono creato con il tempo un albero di keyword ottimizzato per le mie esigenze. Catalogo i miei scatti in base ai soggetti ripresi, ai luoghi in cui sono stati ripresi (talvolta integrando i dati con le tracce del GPS). Non sempre catalogo tutte le foto in maniera minuziosa. Ci sono foto ad esempio che mi interessa avere solo per ricordo (compleanni, feste, ecc.) che raccolgo nelle collection a cui do il nome dell’evento. Sfruttando le Smart Collection di Lightroom è poi possibile creare delle raccolte che si popolano automaticamente con le foto che rispondono ai criteri impostati in fase di creazione della collection. Un esempio pratico sono tutte le foto a cui ho impostato la keyword “Famiglia” vengono raccolte in una Smart Collection omonima.

Un piccolo trucco

Siccome a volte passano anche delle settimane tra lo scatto e il momento in cui metterò mano alla catalogazione mi capita di non sapere più cosa avevo già selezionato e cosa avevo già catalogato. Per creare ancora più confusione a volte catalogo solo in parte un set di scatti lasciando le keyword più specifiche ad un secondo momento. Per questo durante l’importazione applico a tutti gli scatti due keyword “To be tagged” e “To be slected”. Creando poi due smart collection omonime che contengono tutte le foto con l’una o l’altra keyword posso riprendere il lavoro di selezione e catalogazione in qualsiasi momento. L’unica cosa da ricordare è di rimuovere le keyword “To be tagged” e “To be slected” una volta terminato il lavoro.

Conclusioni

Anche questa volta siamo arrivati al termine di una fase importante del workflow. Abbiamo selezionato e catalogato le foto e siamo pronti per apportare i necessari ritocchi ad quelle che lo richiedono. La prossima volta vedremo come sfruttare gli strumenti messi a disposizione da Lightroom per sviluppare le nostre fotografie in modo semplice e rapido ma senza trascurare alcun dettaglio. Vedremo anche come Lightroom si integra con Photoshop e altri tool di editing.

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7 commenti

  1. Ottimo articolo!

    Un paio di trucchi poi sono essenziali per sveltire il lavoro.

  2. Lightroom già permette una velocità di gestione notevole se poi impari qualche shortcut diventa uno strumento insostituibile. Io lo adoro!!! Si era capito?

  3. Complimenti, articolo davvero chiaro e dettagliato.
    Non sono un esperto ma grazie ai tuoi lavori sto imparando qualcosa!!

  4. Questo è davvero un post fantastico, utile e ben scritto.
    Bravo, e grazie per averlo condiviso.

    Marco Famà photography

  5. Grazie Marco!

  6. Utilissimo… mi sto ‘divorando’ i tuoi post :)

  7. Grazie Buzz! Felice che ti piacciano i miei post. A presto!

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