Il sorprendente filtro High Pass

Photoshop mette a disposizione dei fotografi un gran numero di filtri per elaborare le proprie fotografie. Alcuni simulano gli effetti dei filtri tradizionali (quelli da avvitare davanti all’obiettivo) altri sono meno immediati nel loro utilizzo. È il caso del filtro High pass (Accentua passaggio), un filtro che produce un risultato poco utile fine a se stesso ma che opportunamente combinato con altre funzionalità di Photoshop può rivelarsi davvero interessante. Un utilizzo molto diffuso è sicuramente legato al miglioramento della nitidezza (sharpening) ma può anche essere usato per altri scopi.

Cos’è il filtro High Pass

Il filtro High Pass di Photoshop o come i traduttori l’hanno erroneamente tradotto in Accentua passaggio, funziona come un filtro passa alto (che sarebbe la corretta traduzione) in elettronica, ovvero permette il solo passaggio di determinate frequenze al di sopra di un valore di soglia. Applicato ad un’immagine in Photoshop questo concetto si può riscrivere dicendo che visualizza solo i pixel al di sopra del valore di soglia. In pratica questo filtro serve ad evidenziare le aree di forte contrasto in un’immagine lasciando il resto mascherato da una tinta media (grigio) uniforme. All’atto pratico questo filtro si presenta con un solo parametro su cui agire. Il Radius determina il raggio dell’area che emergerà dallo sfondo grigio in corrispondenza delle zone a forte contrasto. Con valori bassi di radius si evidenzieranno aree più piccole vice versa aumentandolo vengono evidenziate porzioni più ampie dello scatto originale.

Sfruttando la fusione dei livelli (layer blending) di Photoshop è possibile combinare un livello elaborato con il filtro High pass con quelli sottostanti per accentuare o diminuire il contrasto nelle aree evidenziate dal filtro. Uno dei grandi vantaggi di queste tecniche è che è possibile ritornare ad una situazione pulita semplicemente nascondendo il livello a cui è stato applicato il filtro oppure modificare la quantità di effetto applicata modificando il metodo di fusione o la trasparenza del layer su cui è stato applicato il filtro.

Aumentare la nitidezza

Questa tecnica serve ad aumentare la nitidezza percepita  di uno scatto accentuando la variazione di luminosità, e quindi il contrasto, tra aree adiacenti. Può essere applicata praticamente in ogni genere di fotografia. È una tecnica versatile e con la quale è possibile sperimentare facilmente anche grazie alla possibilità di dosare in maniera molto fine l’effetto finale. Per usare questa tecnica i passi da seguire sono i seguenti:

  1. Duplicare il livello al quale applicheremo l’effetto (CTRL+J)
  2. Applicare a quest’ultimo il filtro High Pass (menu Filter\Other\High Pass… in italiano menu Filtro\Altro\Accentua passaggio…)
    Il valore del parametro radius è in funzione delle dimensioni in pixel dell’immagine. Il principio di massima da seguire è di scegliere il valore più basso che permetta di far apparire solo i contorni dei dettagli minuti del soggetto senza mostrare tutta l’immagine.
  3. Modificare il metodo di fusione dei livelli in uno dei metodi che agiscono sulla luminosità, Overlay (Sovrapponi), Soft light (Luce soffusa), Hard light (Luce intensa), Vivid light (Luce vivida) o Linear light (Luce lineare) secondo il tipo di effetto che si intende ottenere.

Alcuni consigli pratici per padroneggiare meglio questa tecnica:

  • La scelta del blending mode incide parecchio sulla qualità dell’effetto. Overlay, Soft light e Hard light diminuiscono un po’ il micro contrasto usando una transizione più graduale ma per questo tendono anche ad appiattire un po’ le zone ricche di dettagli, Vivid light lavorando sul contrasto accentua il micro contrasto e garantisce una nitidezza maggiore dei precedenti mentre Linear light lavorando sulla luminosità crea delle transizioni più brusche e marcate non sempre gradevoli.
  • Solitamente sul livello del filtro si applica una trasparenza che varia da un 30% ad un 80% in base al livello di dettaglio che si intende applicare per avere delle transizioni più morbide.
  • È fortemente consigliato lavorare con lo zoom al 100% e verificare diverse aree della foto mentre si applica lo sharpening per essere sicuri di applicare una quantità di effetto non eccessiva.
  • Le zone fuori fuoco sarebbe meglio mascherarle con una layer mask poiché diversamente verrà solo aumentato il rumore digitale senza ulteriori benefici.
  • È possibile invertire il passo 2 con il passo 3 in modo da avere un’anteprima del livello di nitidezza applicato.  Sarà sempre possibile in seguito rifinire la quantità di sharpening applicato con il blending mode e la trasparenza.
  • È possibile ripetere la tecnica diverse volte su aree differenti della fotografia in modo da applicare ad ogni area dello scatto la giusta quantità di nitidezza.
  • Non esistono dei valori universali per questa tecnica, dipende molto dal tipo di scena ritratta e dalla quantità di effetto che si intende applicare per cui come sempre è bene sperimentare.

Levigare l’incarnato

Contrariamente alla tecnica per aumentare la nitidezza questa cerca di diminuirla per attenuare le imperfezioni della pelle. Sicuramente sarà molto utile nella fotografia di ritratto, nella fotografia glamour o di nudo e in tutte quelle occasioni dove vogliamo andare a levigare la pelle del soggetto mantenendo la texture naturale della pelle. Quest’ultimo dettaglio è importante per evitare di creare un effetto plastica sulla pelle, rendendola talmente uniforme da risultare spappolata. Esistono diversi altri modi per ottenere risultati analoghi, ognuno ha le sue particolarità. Con questa tecnica ho potuto notare che è più facile mantenere visibile la texture della pelle. Nella pratica è molto simile alla tecnica precedente ma include un passaggio in più:

  1. Duplicare il livello al quale applicheremo l’effetto (CTRL+J)
  2. Applicare a quest’ultimo il filtro High Pass (menu Filter\Other\High Pass… in italiano menu Filtro\Altro\Accentua passaggio…)
    Questa volta il valore da impostare sarà maggiore del precedente in quanto dovremo fare in modo che appaiano tutti i contorni del soggetto e  si cominci ad intravedere la texture della pelle. Maggiore è il valore di radius e più la pelle apparirà uniforme. È bene non esagerare in quanto si possono creare dei viraggi colore soprattutto nelle zone di alte luci.
  3. Invertire il layer a cui è stato applicato il filtro con il comando di menu Image\Adustments\Invert (CTRL+I)
  4. Impostare il blending mode del layer appena creato su Soft light

Alcuni consigli pratici per trarre il massimo vantaggio da questa tecnica:

  • Per limitare fastidiosi viraggi colore nelle zone con alte luci è possibile desaturare completamente il layer del filtro High pass dopo averlo invertito.
  • È anche possibile utilizzare il metodo di fusione Overlay. Questo metodo crea un effetto più marcato e per questo andrebbe usato con parsimonia.
  • Grazie alla trasparenza del livello del filtro sarà possibile dosare la quantità di effetto e mantenere la texture originale del soggetto.
  • Con le layer mask sarà possibile mascherare i dettagli su cui si intende mantenere la nitidezza come occhi, bocca e capelli.
  • È bene non applicare più volte questa tecnica sulla stessa area per evitare di spappolare i dettagli ed ottenere un eccessiva levigatura.

Considerazioni finali

Sicuramente le due tecniche presentate non sono le uniche che sfruttano il filtro High Pass . Ho visto alcuni fotografi che utilizzano questo filtro per selezionare delle aree di contrasto su cui agiscono ripetutamente mediante metodi di fusione particolari per ottenere degli effetti particolari. Ad esempio potete provare ad usare un radius alto e poi fondere i livelli usando il metodo Hard Light per ottenere un contrasto maggiore. Sicuramente questo filtro ha delle potenzialità interessanti soprattutto nella gestione dei contrasti. Vista la sua particolarità occorre sperimentare ed adattare di volta in volta i parametri al tipo di scatto che si sta elaborando. Non esistono dei valori universali occorre valutare la fotografia che si sta elaborando e dosare di conseguenza la quantità di effetto da applicare. Ciò dipende dal proprio gusto personale, dal tipo di effetto che si intende raggiungere e dal tipo di scena ritratta. Come sempre l’unica via è la sperimentazione e il bello è che è infinita.

Ti è piaciuto? Dai uno sguardo anche a...

Se hai trovato interessante questo post non perderti i prossimi.
Iscriviti ai feed RSS o abbonati alla newsletter, riceverai non più di una mail al mese. Il modo migliore per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità.

8 commenti

  1. Ciao Alessandro, io sto usando high pass da un po’ di tempo in luogo di maschera di contrasto, trovo mi dia ottimi risultati in termini di nitidezza, ma mantendo una resa più naturale dei dettagli fini, da paesaggista penso all’erba dei prati, del fogliame. Lo uso esclusivamente fondendo in overlay, proverò anche i diversi metodi di fusione da te suggeriti, mi sembra di capire che il metodo vivid light puo’ dare ottimi risultati nella fotografia di paesaggio. Ciao e grazie :)

  2. Anche secondo me il metodo Vivid light è quello che dà migliori risultati sui paesaggi. Altri metodi di fusione posso essere utili per ritratto o in generale dove la nitidezza non deve essere esasperata

  3. Ciao Alessandro, complimenti per l’articolo chiarissimo, ho solo una domanda da porti. Io di solito sviluppo le mie immagini quasi esclusivamente in Lightroom, sia perchè essendomi avvicinato alla fotografia da non molto preferisco imparare bene LR prima di passare ad altro, sia perchè per i miei scopi non vedo sento quasi mai l’esigenza di fare interventi con PS. Anche per quanto riguarda la nitidezza, le regolazioni possibili in LR (versione 4) mi sembrano ottime.

    Nel caso in cui, tuttavia, volessi fare ulteriori modifiche in PS, tra cui proprio la regolazione della nitidezza, conviene che lasci il fattore nitidezza in LR a zero, o va bene dare un prima regolata in LR e poi applicarci ancora l’high pass o altri metodi in PS?

  4. Come spesso avviene non c’è una regola precisa ma in generale, in quel caso, sarebbe meglio mantenere le impostazioni di LR più neutre possibile ed intervenire solo con PS. Esiste tuttavia una scuola di pensiero in merito che suddivide lo sharpening di input da quello di output demandando il primo, molto leggero e volto a recuperare esclusivamente la nitidezza sottratta dal filtro antialiasing della macchina, a LR mentre il secondo decisamente più aggressivo viene lasciato a PS o a plugin dedicati

  5. Ok grazie mille per la risposta

  6. Finalmente un bel blog. Condivido pienamente tutto quello che hai scritto in maniera chiara, semplice e professionale. Andrò a leggere gli altri articoli. Buona giornata.

  7. Grazie mille!

  8. Farti i complimenti è poco!!!
    Io avrei un quesito…di solito si fanno prima le correzioni sul macrocontrasto (valori tonali e/o curve) con le eventuali maschere di livello associate…poi alcuni ritocchi (ad es. pennello correttivo nei ritratti)…ecc. ecc. e poi in ultimo dovrei agire sul microcontrasto (sharpening) con accentua passaggio-nitidezza avanzata….
    Qualcuno suggerisce di fondere tutti i vari layer iniziali in un unico livello (ctrl+maiusc+alt+e) su cui applicare la tua procedura di sharpening…il filtro accentua passaggio è reversibile successivamente (se applicato su un oggetto avanzato) MA poi come faccio se in futuro vorrei modificare i layer che avevo inizialmente creato (tipo voglio correggere una curva)? Devo salvare 2 file .psd , di cui uno con tutti i layer relativi alle mie correzioni iniziali??
    Spero di essere stato chiaro.
    Grazie di cuore per la risposta!!
    Mariano

Lascia un commento


*

 
QR Code Business Card
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: