Filtri ND ed esposizioni multiple

Sull’onda dell’entusiasmo suscitato dall’uso dei filtri ND in montagna questa volta ho voluto ripetere l’esperimento in città sfruttando l’effetto motion-blur dato dalle persone che passeggiano per la strada. Siccome volevo fotografare in luce diurna l’uso dei filtri ND sarebbe stato fondamentale. L’idea in realtà non è mia, ma nasce dal progetto City of Shadows di Alexey Titarenko. Vidi alcune sue foto in un servizio apparso su Repubblica e subito mi incuriosì l’effetto estremamente drammatico che il motion-blur in bianco e nero donava a quelle foto. In particolare mi colpì il contrasto tra lo sfondo nitido e la massa scura ed evanescente dalla quale appaiono arti di persone non riconoscibili. Mi parve di assistere ad una scena della Divina Commedia in cui i dannati mestamente camminano verso la loro condanna.

Immediatamente non capii la tecnica utilizzata per realizzare quegli scatti. Immaginavo si trattasse di esposizioni lunghe con filtri neutral density ma non riuscivo a spiegare i dettagli nitidi nella massa in movimento. Pensai all’utilizzo di esposizioni molto lunghe e colpi di flash durante l’esposizione similmente a quanto si fa con il flash sulla seconda tendina. Potevano spiegare i dettagli ma quando ho provato questa tecnica mi sono scontrato con la difficile gestione della quantità di luce da utilizzare. Troppo complicato.

La tecnica

Inizialmente ho provato a scattare in piazza Castello a Torino nel primo pomeriggio in una giornata assolata, più per questioni di tempo a disposizione che per esigenze sceniche. Ad ISO100 e con diaframma f/22 la quantità di luce era ancora troppa. Potevo ancora scattare a 1/30 quindi ho dovuto usare i filtri ND (ND4 + ND8) per diminuire di 5 stop la quantità di luce catturata dal sensore e arrivare al tempo di posa di 1 sec. Ora potevo contare su un tempo di esposizione adeguato alle mie esigenze ma il diaframma a f/22 portava ad una netta caduta di nitidezza per effetto della diffrazione. Montando ancora il polarizzatore, non tanto per la sua qualità principale ma quanto per l’effetto secondario di perdita di luminosità, ho potuto rosicchiare un altro stop e quindi mantenere invariato il tempo di 1 secondo chiudendo il diaframma a f/16 (vedi tabella EV). Il risultato è il seguente.


Fantasmi reali

Fantasmi reali


Torino non sta mai ferma

Torino non sta mai ferma


Il risultato si avvicinava a quello di Titarenko ma c’era ancora qualcosa di diverso. A parte il trattamento in bianco e nero che drammatizza la scena, le sue scie erano molto più impastate, più ricche. Le mie erano ancora troppo rade. Eppure riprendendo via Garibaldi avevo avuto a disposizione una discreta folla.

Finalmente grazie ad un dettaglio ho capito qual’era probabilmente la tecnica utilizzata. In questa foto si scorge in basso a destra un piede che calza delle scarpe tipo Adidas (quelle con le 3 bande oblique). Lo stesso dettaglio si può scorgere 5 volte sulla gradinata, il che può significare 2 cose:

  1. Lo scatto è frutto di un’esposizione multipla, ovvero lo stesso fotogramma è stato impressionato più volte. Combinando le esposizioni multiple con dei tempi lunghi si può ottiene questo effetto: semplice ma ingegnoso.
  2. È stato utilizzato un tempo di esposizione molto lungo e la gente ripresa si muoveva a tempi alterni. Una coda di persone di solito avanza per un po’ e poi si ferma e via dicendo. I dettagli nitidi sono stati impressi durante i momenti in cui la coda era ferma mentre le scie sono il frutto dei movimenti.

Capito i segreti di questa tecnica ho voluto ripetere l’esperienza per creare qualcosa di simile.

L’experience

Evanescenze II

Evanescenze II


Ho posizionato la macchina sul treppiede e impostato l’inquadratura. Successivamente utilizzando l’esposimetro interno e qualche prova in manuale ho calcolato il tempo di esposizione in funzione degli ISO e del diaframma che intendevo utilizzare. Il tempo così calcolato è quello corretto per eseguire lo scatto con un solo fotogramma. A questo punto ho semplicemente diviso il tempo totale per il numero di esposizioni che intendevo eseguire e impostato la funzione Esposizione multipla sulla mia D300.

Il resto del lavoro è stato semplicemente scegliere il momento adatto in cui scattare. Personalmente non volevo che lo stesso dettaglio apparisse più volte nello scatto combinato per cui ho aspettato alcuni secondi tra uno scatto e l’altro per permettere ai soggetti ripresi di uscire dall’inquadratura.

Approfondimenti

Sicuramente il momento della giornata che ho scelto era estremo dal punto di vista delle condizioni di luce, ma è stato comunque utile per verificare cosa si può ottenere con questa tecnica in condizioni migliori. Da questa experience ho potuto trarre alcune osservazioni interessanti.

Nelle foto di piazza Castello ho notato che con luce molto netta ed intensa la combinazione di filtri (Pola+ND4+ND8) ha provocato una marcata dominante magenta oltre ad una resa dei colori molto particolare. Da tenere in considerazione soprattutto se si vuole produrre degli scatti a colori.

Un effetto secondario dell’esposizione molto lunga è che se la quantità di oggetti che transitano davanti all’obiettivo durante l’esposizione non è particolarmente numerosa essi spariscono. Potrebbe essere un effetto da sfruttare a proprio vantaggio per riprendere soggetti statici eliminando gli oggetti in movimento. In architettura è sfruttato spesso per eliminare persone e veicoli indesiderati dall’inquadratura.

Cercando informazioni su questa tecnica ho scoperto che è stata esplorata più volte da diversi personaggi con alterne fortune. Sia in ambito fotografico che pittorico. Più in generale ho trovato anche altri esperimenti sulle tecniche di esposizione multipla e tempi lunghi. I più interessanti che ho trovato sono i seguenti:

Inoltre ho trovato anche un altro utente Flickr, Danger Joel che ha realizzato una cosa simile con un procedimento diverso. Scattando diverse foto per un Time lapse video le ha poi combinate in un unico scatto. Il risultato finale è diverso ma comunque piacevole a vedersi.

Se possedete una Nikon D300 e non sapete come impostare la funzione di Esposizione multipla qui trovate un breve ma efficace tutorial.

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12 commenti

  1. Nice blog, my only criticism is couldn`t you make your photos abit bigger as they get lost on the page.

  2. I prefer to keep image size small to avoid page scroll. If you are intrested in some images you could click on it and see at bigger resolution on my Flickr stream (max size 1200px on long side). Thanks for your visit.

  3. potrebbe essere che le foto di alexey titarenko che sono state scattate su pellicola che impressiona maggiormente o meglio sovrappone le persone in questo caso senza cancellare le “scene” che si susseguono, mentre nel digitale il sensore dopo un pò sovrappone gli oggetti o la “scena” mentre tende a cancellare dal sensore o dalla memoria (non so bene che parole usare) le persone o gli oggetti in movimento, praticamente la scia risulta limitata e quindi non si sviluppa quel effetto che si potrebbe ricavare dalla pellicola (massa di persone in movimento)…
    anche a me piace molto sperimentare con i tempi lunghi specialmente il mare…sono un principiante, quindi non mi sono espresso bene e con i termini giusti, ma potrebbe essere giusta la mia ipotesi?

  4. Sicuramente il tipo di teconologia usata è differente e quindi il tuo ragionameno mi pare corretto. Sarebbe bello però comprendere il perchè di questa differenza e se c’è qualche excamotage per poter ottenere un simile risultato (senza ricorrere ad artifici in PP come Photoshop) anche con il digitale. Occorre sperimentare di più! :D

  5. Foto di questo tipo hanno sempre attratto la mia attenzione. Non avendo filtri a disposizione e con una semplice D50 mi sono sempre limitato nell’applicare questa tecnica.

    Ottimo articolo.

  6. Grazie per le spiegazioni nelle tue experience, mi sono state parecchio utili per capire meglio il fatto delle esposizioni multiple e per mettere meglio a fuoco la mia voglia di comprarmi una D300s!!
    complimenti ancora
    saluti

  7. Articolo estremamente interessante per me che sono sempre alla ricerca di nuove, almeno per me :), tecniche ed ispirazioni.
    Ho appena acquistato un nd1000 della Nisi (a propostio, hai avuto modo di provare questa marca?) e tenterò sicuramente di fare qualcosa del genere.

    Un saluto

  8. Non conosco i filtri Nisi ma se non ti da dominanti nella foto, per il prezzo che ha potrebbe essere un buon acquisto.

  9. Da quello che dicono, non dovrebbe ed in effetti il prezzo è decisamente vantaggioso rispetto a marche più blasonate

    Mi è arrivato stamattina, il packaging e la fattura mi sembrano di buon livello.

    Proverò e ti saprò dire!

  10. qui e anche sul flickr nel set Human Flow ci sono alcune mie vecchie prove! =)

    http://www.riccardodelfanti.com/#!/conceptual/

  11. Ottime! Sembrano molto simili a quelle di Titarenko: mi piacciono molto!

  12. infatti ho preso molto esempio ed ispirazione dalle sue foto!
    poco dopo aver scoperto le sue ne ero rimasto entusiasmato e ho provato a ripeterle ma…. come hai detto tu in questo post, replicare la sua tecnica non è per nulla facile nemmeno in digitale!

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